Le aziende.

Un GRAZIE alle 12 aziende che hanno ospitato Artimprendo.

 

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Kblue: tutta un’altra domotica.

Kblue nasce nel 1999 dalla sinergia di professionalità diverse e qualificate, occupandosi della progettazione e della produzione (hardware & software) di apparecchiature elettroniche sia per utilizzo civile sia industriale, in particolare componenti domotiche d’avanguardia per l’automazione della casa, di hotel, settore contract, in grado di semplificare l’interazione tra i vari impianti, consentendone il controllo e la regolazione centralizzata.
 
Le modalità più recenti di costruzione degli edifici, con le continue innovazioni sul piano dell’isolamento termico/acustico e la crescente attenzione al risparmio energetico, a tematiche di bioedilizia ed ecosostenibilità, sono elementi che possono esprimere appieno tutte le proprie potenzialità se integrati da un sistema capace di connetterli e migliorarne l’utilizzo. Il sistema ETH di Kblue offre applicazioni non standardizzate, flessibili, in grado di soddisfare anche le aspettative dei clienti più esigenti, garantendo un controllo degli spazi, in locale o remoto, che evolve in base alle necessità e ai desideri dei suoi utenti: dai dispositivi di sicurezza (rilevamento fughe di gas o incendi, sistema antifurto, videosorveglianza) all’impianto di riscaldamento, dal fotovoltaico all’illuminazione. Interamente Made in Italy, i prodotti Kblue utilizzano le migliori tecnologie esistenti per offrire elevate performance in termini di gestione e controllo degli impianti, il tutto supportato da una speciale garanzia di 5 anni con cui l’azienda attesta la qualità dei suoi prodotti.”
kblue

 

Manne Guitars: una musica per impresa.

Anche Manne Guitars riceve Artimprendo!

“Dal 1987 il nostro sforzo è stato quello di offrire strumenti con la migliore qualità possibile ad un prezzo conveniente.
I nostri strumenti vengono costruiti in maniera artigianale e realizzati con tanto olio di gomito e con l’ausilio di macchinari a controllo numerico per la massima precisione nella realizzazione della tastiera e del manico.
Tutti i corpi e manici MANNE sono da noi prodotti, da noi studiati e sviluppati; Ciò dona ai nostri strumenti una impronta originale che potrete avvertire solo provandoli.
Siamo un piccolo team ma con le idee molto chiare: anno dopo anno, per migliorare i nostri strumenti, distilliamo gli elementi essenziali per ottimizzarne la funzionalità, la suonabilità e la sonorità, traducendoli in ergonomia e design.

Schio è una cittadina di 40.000 abitanti con la tipica vocazione del nordest rivolta all’ artigianato, piccola e media industria. In questa particolare realtà dove la tecnologia e la tradizione incontrano le idee creative si è sempre alla ricerca di miglioramenti, di nuovi modi per innovare i processi di produzione per ottenere prodotti superiori. Anche alla Manne il motto “c’è sempre un modo migliore per farlo” viene applicato come una semplice filosofia di base che si traduce in un miglioramento continuo, nella applicazione di idee anche non convenzionali.

La Manne è una piccola realtà ma con una grossa dedizione e passione. Questo ci ha portato ad essere apprezzati soprattutto in USA, Sudafrica, Germania e da molti altri paesi da dove regolarmente riceviamo ordinazioni.

Mr. Manne”

da www.manne.com

manne guitars

 

Cantina Valleogra: vini e sapori.

Cantina Valleogra ospita Artimprendo tra i vini e i sapori del nostro territorio.

Noi. E voi. Di casa in Valleogra.
Dal 1961, curiamo le nostre uve con passione e diamo valore ai vigneti autoctoni del Nord Est con una preziosa coltivazione di durello.
Perché la nostra Cantina è la nostra casa. Una casa di valori, sapori, tradizioni e innovazioni, dove regnano le qualità naturali e l’attenzione alle produzioni biologiche di un territorio testimone del tempo e costruttore del domani. Cantina Valleogra nasce dall’unione di viticoltori, contadini e produttori locali amanti del gusto e dell’autenticità.

Perché venire a trovarci?

Dal martedì al sabato, il nostro punto vendita ospita prodotti artigianali di ogni genere:
vini, formaggi, yogurt, pasta, dolci.
Ma non finisce qui, il sabato mattina, dalle 9.00 a mezzogiorno e il mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 19, il Mercato di Campagna Amica imbastisce le nostre tavolate del weekend con frutta, verdura e spuntini freschi di giornata.”

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da www.cantinavalleogra.it

 

Omicron srl: il design è su misura.

Oggi è il giorno di Omicron, un’altra azienda che ha accettato la sfida di Artimprendo, ospitando l’entusiasmo e la vitalità del progetto.

“OMICRON, IL DESIGN SU MISURA DEL TUO SALONE.

Omicron è un’azienda italiana specializzata in arredamenti per saloni di parrucchieri ed estetica. Cura e qualità della lavorazione artigianale si sposano con eleganza e innovazione del design contemporaneo. Un prodotto sempre funzionale perché progettato insieme al cliente.”

Alcuni dei saloni arredati:

omicron omicron omicron omicron

da www.omicron-srl.it

&’Costa: la luce e oltre.

In &’Costa è arrivato Artimprendo. Scopriamo di più sull’azienda.

&’Costa: un luogo ideale per la sperimentazione. L’azienda vicentina nasce dalle mani del designer Carlo Zerbaro come sintesi di un’esperienza maturata dopo anni di lavoro vissuti all’interno del settore design nel quale è ampiamente riconosciuto. Riuscire a dar forma ad oggetti capaci di avere un rapporto con il fruitore e di soddisfarne le esigenze, è una passione che coltiva da sempre.

Dopo aver sperimentato la materia nelle sue molteplici sfaccettature, giovanissimo, esplora il mondo del design industriale e con entusiasmo inizia la sua attività di designer e di art director che lo porterà a seguire prestigiose aziende italiane ed estere.Ha inizio un’avventura creativa ricca di riconoscimenti: partecipa ad esposizioni e mostre in tutto il mondo espondendo alcune creazioni al MoMa di New York. Consegue il premio “Du Pont” a Colonia, “Young design” a Milano, “Casaidea” a Roma, “Le best of now! Design a vivre” alla prestigiosa fiera Maison et objet di Parigi.

A Parigi ha inizio la collaborazione con il prestigioso marchio francese Roche Bobois che continua tutt’oggi. La necessità di autoprodurre le proprie ideazioni si fa sempre più forte: Carlo Zerbaro impugna con forza il suo sogno e decide di dar via ad una nuova esperienza creando uno studio- laboratorio dove prenderanno forma le sue idee. Cresciuto in una famiglia di ingegneri idroelettrici, per fattore genetico, sceglie la luce come punto d’arrivo. Lavora quotidianamente con giovani creativi puntando tutto sulla forza di un team che in breve tempo ha dato vita ad &’Costa.

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Da progettista cambia prospettiva e accede ai mercati mondiali con prodotti dal disegno sofisticato ma soprattutto con una particolare cura del materiale e del particolare, in tempi di produzione prima inimmaginabili. La passione per il materiale e la ricerca è il perno dell’attività del team. Ecco perchè &’Costa richiede ai suoi collaboratori di riflettere e di conoscere quello che è stato già fatto per capitalizzare l’esperienza, cogliere le indicazioni che la storia possiede per risparmiare e ottimizzare con intelligenza e per evolvere ed innovare.

&’Costa punta sulla qualità e sull’etica del prodotto ed è per questo che da sempre si avvale della preziosa collaborazione e della conoscenza che solo artigiani capaci di produrre e di trattare il materiale in modo unico possono trasferire ai progettisti. Grazie a questo dialogo prendono forma gli oggetti &’Costa che si differenziano per filosofia dal mercato globale e dalle produzioni in serie.”

da andcosta.com

Ecozema e i prodotti ecosostenibili.

Oggi presentiamo Ecozema, un’altra azienda che ha aperto le sue porte a Artimprendo.

“Da quasi un secolo produciamo e distribuiamo prodotti di qualità per la casa. Nei primi anni dopo la fondazione, all’inizio del 900, producevamo grandi pinze in legno per l’industria della concia, molto sviluppata in zona.
Da qui deriva il nostro nome e l’attuale ragione sociale registrata nel 1941. Ben presto siamo passati a produrre pinze ferma biancheria in legno ad uso domestico.
Durante gli anni ’60 abbiamo iniziato ad affiancare ai macchinari per la lavorazione del legno le prime presse per lo stampaggio di termoplastici e siamo stati tra i primi al mondo a realizzare una molletta ferma biancheria in plastica. Contemporaneamente abbiamo iniziato ad automatizzare il processo produttivo, spesso con macchine ideate e realizzate al nostro interno.
È in quegli anni che la fabbrica cambia radicalmente assumendo la struttura di una moderna industria.
Il marchio Zema nasce negli anni ’70 ed è l’acronimo delle iniziali degli allora soci Zugliani Enrico e Munarini Antonio. Le seconda e la terza generazione della famiglia Munarini possiede e dirige tutt’oggi l’azienda.
Con gli anni abbiamo continuato ad espandere la linea Zema, creando articoli che in alcuni casi hanno fatto storia quali la Super Pierino, Lola, Kaimano ed introducendo numerose altre tipologie di prodotti oltre alle mollette ferma biancheria.

ecozema-filosofia
Nel 2000 abbiamo iniziato a sperimentare i biopolimeri, come il Mater-Bi di Novamont, e abbiamo iniziato a lavorare con plastiche riciclate.
Il primo risultato è stata la nascita di Garden Zema, una linea prodotta con plastiche riciclate, caratterizzata da contenuti di notevole innovazione e che si prefigge lo scopo di coniugare l’estetica del ferro battuto con i vantaggi delle resine termoplastiche. Dopo 5 anni di sperimentazione nel 2005 abbiamo finalmente creato Ecozema, prodotti per catering monouso biodegradabili e compostabili realizzati con biopolimeri o con fibre vegetali. Le posate Ecozema sono state le prime al mondo ad ottenere la certificazione OK-Compost.
Nel 2010 nascono i prodotti Re-Zema, fatti interamente con plastiche riciclate post-consumo e con numerosi altri contenuti di valore ambientale e sociale. In accordo con la nostra mission abbiamo conseguito la certificazione SA8000 per la responsabilità sociale d’impresa che si affianca alla ISO9001 per il sistema di gestione della qualità. E’ inoltre in corso la certificazione ISO14001 per il sistema di gestione ambientale.”

Da ecozema.com

Vissa: pavimenti e rivestimenti.

Un’altra azienda che ospita il progetto di Artimprendo è Vissa.

“È dall’analisi e dallo studio preliminare di ogni progetto, nonché dal sopralluogo per la verifica dello stato dell’ambiente, che inizia il lavoro di Vissa, l’azienda specializzata in pavimentazioni per uso civile e industriale che da tre generazioni lavora con la maestria del miglior artigiano italiano.
Fondamentale per l’azienda è cogliere l’essenza di ogni progetto, esaltarlo nelle sue peculiarità, eseguire attentamente le procedure e scegliere i materiali migliori per arrivare a realizzazioni di successo.
Grazie a questo spirito, Vissa è stata protagonista di una naturale evoluzione della propria struttura aziendale ed è oggi un importante punto di riferimento nell’applicazione di resine nel campo tecnico-industriale, decorativo e del design.
Scegliere un pavimento in resina significa investire in modo sicuro e duraturo per avvalorare strutture industriali e commerciali o per rendere più accattivanti abitazioni, bar o luoghi aperti al pubblico, poiché Vissa sa realizzare soluzioni personalizzate, eccellenti per prestazioni tecniche ed estetiche.
[…]
Da sempre Vissa investe nell’innovazione tecnica e nella formazione delle risorse umane, attuando una politica commerciale curata e facendosi carico direttamente di tutti i processi lavorativi.”

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da www.vissa.it

Parola Di Silvia Gribaudi.

A Ugolini Srl Silvia Gribaudi sta tenendo le sue lezioni di performance, arte e pensiero.
Ok, ammettiamolo: non sono le lezioni a cui gli studenti pensano. Sono momenti di riflessione, sfogo, entusiasmo e voglia di esprimere tutto quello che si ha dentro, ma proprio tutto! Non c’è limite alla fantasia e nemmeno all’emozione.

“Percepire valori, incontrare e conoscere le persone che lavorano qui. Questo vorrei che facciate quando lavoreremo alle nostre performance”, spiega Silvia Gribaudi ai ragazzi. “Dobbiamo lavorare sull’identità: studiare qual è quella dell’azienda, capire la sua essenza. Solo così sapremo come valorizzare questo luogo, come proporlo e sponsorizzarlo. Dobbiamo tradurre questo posto attraverso la creatività”.

Che ne dite? Ce la faranno i nostri eroi di Artimprendo? Certo, che domande! Questi giorni li vedranno protagonisti di esercizi sul corpo e sui sensi, per ricercare informazioni ed elaborarle.

“Affidatevi alla vostra intuizione osservando gli altri”, consiglia Silvia Gribaudi.

Da una relazione umana può nascere una grande opera.

Ugolini con Silvia Gribaudi

Ugolini con Silvia Gribaudi

Ugolini con Silvia Gribaudi

Andrea

Ugolini con Silvia Gribaudi

Ugolini con Silvia Gribaudi

Alan

Alan

Damiano

Damiano

Giuseppe Ugolini e la sua azienda.

Giuseppe Ugolini ha trascorso 25 anni della sua vita come operaio tessile. Negli anni ’70 decise con un amico di mettersi in proprio. Nacque così l’azienda Ugolini: in un pollaio, con una vecchia macchina e 20 ore al giorno di duro lavoro tra bollette da pagare, documenti da firmare e macchine da seguire.

All’inizio il signor Giuseppe e il suo socio lavoravano con Lanerossi, Marzotto e il mercato Veneto. Oggi esportano in tutto il mondo.

Giuseppe Ugolini non ha mai licenziato un solo operaio, fece enormi sacrifici per pagare sempre i suoi giovani lavoratori, “la mia famiglia“, dice. “Qui ci si sporca le mani! In Ugolini non c’è lavoro per chi non è disposto a farlo”, afferma il fondatore dell’azienda, “sono sempre qui: se mi faccio vedere forte, infondo coraggio in chi lavora”.

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Ugolini srl: macchinari tessili per tutto il mondo.

La Ugolini srl ospiterà i ragazzi di Artimprendo e l’artista Silvia Gribaudi.

“La Ugolini srl è stata fondata nel 1974 da Umberto Ugolini, ingegnere meccanico che per 25 anni ha progettato e costruito apparecchi di tintura presso l’ILMA di Schio (Vi), azienda leader nel campo dei macchinari tessili. Questa esperienza e “know how” sono stati completamente riversati quindi all’interno della Ugolini.

Fin dall’inizio grazie all’apporto di qualificati ingegneri meccanici ed elettronici la Ugolini srl è sempre stata in prima linea nella corsa all’innovazione.

Oggi la Ugolini srl offre alle ditte tessili di tutto il mondo la sua vasta gamma di prodotti che comprendono 4 principali tipologie di produzione: macchine da tinturaapparecchi da laboratorio,accessori INOX per tintoriamacchine per essiccazione,idroestrazione (centrifughe) e automazione tintoria.In questi anni anche grazie alla collaborazione con i principali gruppi tessili mondiali Ugolini srl si è sempre più focalizzata nella produzione di macchine da tintoria per piccola produzione, ritagliandosi un posto di tutto rispetto nel panorama mondiale.

Ugolini srl gestisce completamente le fasi di progettazione e produzione: le attività principali sono in effetti integrate all’interno dell’azienda, a garanzia della qualità costante dei propri prodotti e del rispetto dei tempi di consegna.

Il tutto per offrire al cliente non solo il prodotto che meglio si adatta alle sue esigenze, ma una vera e propria consulenza instaurando un rapporto di partnership longevo nel tempo. Questo è dimostrato anche dal numero sempre crescente di clienti nel mondo, visto che la Ugolini srl è fortemente rivolta al mercato internazionale con la maggior parte del fatturato realizzato all’estero.

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La Ugolini srl è fortemente rivolta al mercato internazionale con la maggior parte del fatturato realizzato all’estero.
La qualità infine è garantita dalle certificazioni e dalle omologazioni internazionali, le macchine vengono progettate e costruite secondo i più svariati standard, PED, ASME per gli USA, TUV per la Germania, ANFOR per la Francia e da ultimo SELO per la Cina.”

Da www.ugolini.net

Zordan, l’azienda che dà forma alla bellezza

“Dal 1965 realizziamo le idee e i sogni dei nostri clienti, con affidabilità, flessibilità e competenza artigianale italiana. Creiamo ambienti su misura per il retail e per il privato attraverso un team motivato ed una rete di artigiani con i quali condividiamo passione, attenzione ai bisogni e cura del dettaglio, per la diffusione nel Mondo di ambienti ispirati alla bellezza.”

La bellezza è un bisogno fondamentale per l’essere umano. La bellezza ispira comportamenti, nutre lo spirito e dà valore a chi la respira.

Nel nostro settore la bellezza è il risultato di un comune agire di mente e mani, nella complessità dell’incontro di più pensieri.

Se l’idea di bellezza restasse una fase progettuale sarebbe uno sterile esercizio. Al contrario, essa ha bisogno di esprimersi attraverso la materia.

È questo il valore aggiunto delle produzioni italiane: la perfetta traduzione della bellezza da pensiero in opera.

La strada che noi vediamo come possibile futuro delle produzioni italiane è la combinazione del “saper fare” con una solida organizzazione industriale.

Siamo coscienti come, per creare opere di questa complessità sia necessario attingere alla fitta rete di competenze che generosamente ci offre il territorio. Per questo motivo abbiamo costituito una consolidata rete di partner con i quali condividiamo l’obiettivo di continuo miglioramento.

La bellezza va creata e conservata: la conservazione della bellezza passa attraverso pratiche di sostenibilità, affinché sia fruibile dalle generazioni successive e perché il nostro territorio mantenga l’attrattività nei confronti dei cittadini e dei visitatori.

La Zordan si impegna sia nella riduzione del proprio impatto sull’ambiente attraverso l’utilizzo di materiale certificato sia come promotore di iniziative. Proprio da una di queste iniziative nasce nel 2012 il laboratorio creativo del gruppo: Gemme di Bosco. Il laboratorio Gemme di Bosco ha l’obiettivo di generare relazioni con il mondo dei progettisti mediante lo sviluppo di progetti legati alla sostenibilità. Scopri il laboratorio!

da Zordan1965.

Per il progetto Gemme di bosco guarda il video.

7 modi per raccontare bene la propria azienda – CHE FUTURO.

da CHE FUTURO

Will it blend? Questo interrogativo ha decretato il successo della sconosciuta (un tempo) azienda americana di frullatori Blendtech, che su YouTube ha iniziato a raccontare i suoi prodotti con format ironici e coinvolgenti, brevi video durante i quali venivano frullati vari tipo di oggetti, dalle scarpe ai tablet fino agli iPhone (nel giorno dell’attesa uscita). Blendtech ha costruito una narrazione vincente intercettando una community appassionata, e ha moltiplicato anche le vendite online del +522%.

Raccontare storie d’azienda per vendere prodotti o servizi, un brand, una vision. La nuova tendenza della comunicazione digitale è sempre più connessa al racconto di storie incentrate sui dipendenti di un’azienda o sugli utenti consumatori finali.Corporate storytelling, lo definiscono gli addetti ai lavori. E più prosaicamente significa per un brand mettersi in gioco, raccontarsi ai propri pubblici (che vengono chiamati lettori), “mitizzare” il proprio posizionamento. «Lo storytelling aiuta a riprogettare il racconto di impresa, attiva relazioni profonde tra il brand e il pubblico. C’è di più: lo storytelling aiuta a definire i destini tra i pubblici ai quali si rivolge», mi ha raccontato qualche settimana fa Andrea Fontana, docente di storytelling e narrazione di impresa all’Università di Pavia, in un pezzo che uscirà a breve sull’app de La Vita Nova del Sole24Ore.

Invece in rete qualche giorno fa ho scovato un interessante post di Dave Kerpen, CEO di Likeable, esperto di tematiche digitali, columnist per il New York Times e autore di una serie di volumi sui social network e sul lavoro in rete. “I consumatori non si preoccupano di te, si preoccupano principalmente di loro stessi. E un brand è meglio spiegato se narrato grazie alle storie. Quando si racconta la storia dell’azienda, si diventa più facilmente riconoscibili, ci si distingue, si eccelle. E, in qualche modo si vende di più. I social media permettono oggi di raccontare le storie su scala globale e in modo esponenziale, e permettono di costruire relazioni forti con i clienti. Così oggi la narrazione è libera e molto più accessibile grazie ai nuovi media”. Così ha scritto Kerpen.

Ecco di seguito una personalissima traduzione dei sette modi semplici evidenziati da Kerpen su come si possa diventare un narratore più efficace sui social media. Sotto ogni consiglio, un mio personale caso di successo, un esempio sul racconto di storie in azienda tra quelli recentemente studiati. I casi raccontano multinazionali o PMI d’eccellenza, Pubbliche Amministrazioni illuminate o ancora ONG che raccontano storie grazie alle nuove tecnologie.

1. Raccontate la storia del vostro brand. Ogni impresa ha un inizio interessante, magari la storia del fondatore. Così l’organizzazione ha un enorme potenziale per entrare in relazione con i clienti. Quando un consumatore ascolta la storia di come è nata l’azienda, si crea un collegamento emozionale immediato.

Uno degli esempi di maggior successo è rappresentato dalla video-story di Lego, che ha festeggiato i suoi primi ottant’anni di vita con un film d’animazione bello, coinvolgente, semplice e al tempo stesso emozionante. “Probabilmente avrete visto un mattoncino Lego. Ma vi siete mai chiesti come tutto è iniziato e il perché si chiama Lego?”, così esordisce il film pensato da Lego e prodotto da Lani Pixels. Anche in questo modo le imprese d’eccellenza si raccontano, creando un’epica sulla loro origine. E il mito si rafforza grazie alla rete.

2. Fate raccontare le storie d’azienda ai collaboratori. Il marchio ha persone realialle spalle, e ognuno ha una storia da raccontare. Trovate le storie avvincenti e proponetele attraverso i social network.

Su questo punto vi segnalo il progetto di Alce Nero e realizzato con Giunti Editore “Cibo Vero”, un vero e proprio viaggio reale e digitale alla scoperta dei protagonisti del buon cibo, una fotografia dell’Italia agricola del biologico dalla Sicilia alle Dolomiti con gli agricoltori disposti a condividere racconti, idee, storie. Cibo Vero è diventato anche una pubblicazione, “Cibo Vero: storie di passione per la terra”, per Giunti Editore.

3. Ascoltate i clienti e consentite loro di narrare le storie sull’azienda. Sviluppare una storia che possa aiutare i consumatori a rispondere a ciò di cui hanno bisogno.Pensate a come i vostri clienti hanno ottenuto dei benefici dalla vostra azienda. Perché ogni azienda di successo ha molte storie di clienti ispirati alle spalle, storie da far emergere. Qualunque sia la vostra azienda, occorre solo capire come creare connessioni emozionali con i clienti. Il caso di successo che vi segnalo riguarda stavolta un ente pubblico: #Intimaumbria è un progetto della regione Umbria tra storytelling e gamification. L’obiettivo era la scoperta delle storie “intime” dell’Umbria. In gara nove squadre e ciascuna composta da un videomaker, un instagramer e un blogger. Tutte le storie sono state caricate su Umbria on the Blog, con il successivo voto della community

4. Sorprendete i vostri clienti nel raccontare storie. La cosa migliore da fare è raccontare storie sorprendenti ed emozionali sui social media, storie che partono dagli stessi clienti che diventano moderni testimonial del brand. Guardate ai vostri clienti più appassionati o quelli che hanno avuto le interazioni più significative con voi. Poi date loro gli strumenti per raccontare di voi, però partendo da loro stessi (e magari dalla loro personale esperienza d’acquisto). Con un po’ di incoraggiamento è possibile addirittura richiedere ai clienti di avviare un movimento di narrazione intorno al brand.

Su questo punto di Kerpen vi segnalo le narrazioni sottese al social commerce Blomming, una piattaforma con oltre ventiduemila “shop” attivati da artigiani. In questa community valgono le relazioni, non le metriche, ed ecco perché le attività di “narrazione” partecipata  sono protese all’ascolto e al divertimento. Per Blomming il riferimento è la definizione del 1998 di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, che parlava di “Shoptainment”. Sia per i venditori sia per i compratori l’esperienza dev’essere quella ludica di interazione con i contenuti.

5. Inserite spesso le immagini nella narrazione. Una foto vale più di mille parole. La crescente popolarità dei social network fotografici come Pinterest e Instagram evidenzia proprio questo aspetto. Online le immagini possono potentemente mostrare il dietro le quinte della storia del vostro brand, il vostro ufficio e i vostri colleghi o collaboratori.

Fa scuola per questo punto la campagna “Salviamo le Alpi” promossa da Greenpeace. La community ha partecipato attivamente stampando il cartello “Qui Api al sicuro” e piantandolo nei propri orti, giardini o balconi, per poi procedere a diffondere le foto su Twitter con l’hashtag #SOSapi.

6. Inserite i video nella narrazione. Un video vale ancora più di mille parole. Da trenta secondi a pochi minuti, il video può catturare il pubblico in rete, rendono emotivamente accattivante e ancora più emozionale la storia. Così i brand si videoraccontano con successo in  modo originale, riuscendo a “mitizzare” la loro storia e appassionando l’utente consumatore finale.

Tutto questo si può cogliere nell’ultimo film di Enel. L’azienda ha raccontato i suoi cinquant’anni – ovvero 18.250 giorni – percorrendo 40 Paesi nel mondo e facendo firmare l’opera a 40 registi differenti scelti attraverso il crowdsourcing e poi allineati con conference call via Skype dal regista Kal Karman, a capo del progetto.

7. Siate empatici. Per raccontare storie occorre essere autentici, altrimenti non si riesce a costruire una relazione empatica con la propria community. Così le storie devono “umanizzare” l’azienda. Si può essere il migliore narratore del mondo, ma se non si utilizza la storia per convertire il pubblico in clienti, lo sforzo sarà privo di significato. Inoltre se si raccontano splendide storie a persone sbagliate anche la migliore storia non venderà.

Per questo punto di Kerpen vi segnalo la storia di una famiglia, di una latteria e di un sogno. Ovvero il video di “Sammontana”. Si tratta di un cortometraggio firmato dal filmaker fiorentino Virgilio Villoresi. Tutti gli effetti del video sono elaborati con la tecnica dello stop motion, muovendo gli oggetti dal vivo, per un totale di 3.550 scatti che in successione creano l’illusione del movimento. Il progetto nasce in collaborazione con Armando Testa.

Bologna, 7 agosto 2013
GIAMPAOLO COLLETTI

In ArtWorks si lavora per le idee.

Angela Loveday ci spiega come realizzare la presentazione di un concetto/progetto. Ecco qualche appunto.
Prima di tutto dobbiamo sapere che una presentazione è utile quando dobbiamo interagire con clienti, sponsor, fornitori, organizzatori, ecc. per far capire loro cosa proponiamo e qual è il nostro obiettivo. In breve, una presentazione serve per relazionarci con gli altri.
Si inizia da una fase concettuale

  • introduzione
  • presentazione della ricerca (come siamo arrivati allo sviluppo del concept)
  • spiegazione del concept (in questo caso, come vogliamo rendere in maniera artistica il concetto)
  • MOOD BOARD: pagina con formato preciso (ad esempio nome, sito, titolo progetto, ecc.)

All’interno del mood board inseriamo le immagini selezionate che identificheranno il nostro progetto.
Si prosegue con la fase operativa che racchiude

  • metodologie di realizzazione
  • timing/Gantt
  • sviluppo web (ad esempio sui social network)
  • interazioni
  • mock-up

 “Facciamo un’idea nuova!” 
cit. Damiano

Intervista a Angela Loveday: arte, lavoro e irriverenza.

Perché hai accettato di partecipare a Artimprendo, e cos’è per te questo progetto?
Artimprendo lo vedo come un’opportunità per lavorare in una situazione nuova, con strumenti mai utilizzati prima, almeno in questo modo. Mi piace insegnare, lavorare con gli strumenti e i materiali presenti nelle aziende. E così proporre nuovi utilizzi, per fare entrare l’arte nell’ambito imprenditoriale.

Quali sono secondo te le novità di questo progetto?
Questo è un progetto nuovo perché a partecipare sono studenti, stagisti. Ci credo anche per questo.

E loro cosa ti offrono?
Mi danno l’opportunità di mettermi in discussione. Le loro domande e osservazioni sono occasioni per approfondire gli argomenti e imparare sempre qualcosa. Questi ragazzi sono ispirazioni.

Descriviti.
Sono irriverente, perfezionista e ambigua.

Cos’è per te l’irriverenza?
È un obiettivo e una trasgressione. Rispetto la tecnica, ma amo stravolgere i contenuti.

Cosa dà un’artista a questo progetto?
Un punto di vista differente da un creativo che lavora in azienda, ad esempio. La prospettiva di un’artista è atipica: porta innovazione. Compito dell’artista è trascinare tutto e tutti fuori dagli schemi.

Ora descrivi Artimprendo.
È una piattaforma per nuovi talenti e punti di vista, per imparare dinamiche comunicative e manageriali.

“Compito dell’artista è trascinare tutto e tutti fuori dagli schemi.”

Un omaggio a Project Style.

Ringraziamo la prima azienda che ha ospitato Artimprendo: la Project Style.

Navigando nel web, abbiamo trovato questa idea. Ragazzi, cosa vi ricorda?

Buon inizio settimana con ArtWorks e Angela Loveday! A domani.

Citazione

Gli imprenditori delle aziende partner inseriscono i partecipanti ad Artimprendo nel processo produttivo. La classe è l’azienda, la lavagna sono i macchinari, i libri sono l’esperienza. Solo così si possono avere idee imprenditoriali di successo.

Sei d’accordo con noi? Scrivici!

Project Style. Lo stile per Artimprendo.

Project Style è la prima azienda ad ospitare Artimprendo. Obiettivo? Produrre idee.

“A uno stile in grande
serve un grande progetto.
Project e Style: progetto e stile.
Sono due parole chiave del nostro lavoro.
Alla base c’è sempre il tuo progetto: proporre una collezione di taglio sportswear con il tuo brand.
E c’è sempre uno stile.
Oppure ci sarà: se non è già tuo, lo scopriremo insieme.Facciamo questo: dare forma alle tue idee, farle diventare capi, belli, giusti, adatti. Perfettamente messi a punto, rifiniti in ogni particolare, pronti per affrontare la sfida finale – il mercato – con tutte le carte in regola per vincerla.

Aggressivi o rilassati, cutting-edge o tradizionali, mai scontati, intrisi di melting pot, creatività ed esperienza rivolte nella doppia direzione giusta: quella che ci hai indicato, quella che piacerà.
Sta a noi cercare e scoprire, definire e rifinire,
vestire la tua idea di sportswear, dove prima era nuda.

La terza parola chiave è Service, il metodo: creiamo e produciamo dai materiali, al campionario fino al alla produzione.

Facciamo per te sportswear vincente chiavi in mano.”

project-style