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Valentina Perazzini: tra spirito di catalogazione ed emotività.

Velentina Perazzini è un’artista sensibile, anche al mondo che la circonda. Per questo la sua arte racchiude emozioni da cogliere.

Perché partecipare a Artimprendo?
Già da tempo pensavo di collaborare con delle aziende, in questo momento ad esempio sto partecipando a un progetto multidisciplinare con un ricercatore dell’Università di Trento, credo che sia nella mescolanza di attitudini che possano nascere idee nuove.

Cosa ti aspetti da questo progetto?
Mi aspetto di mostrare ai ragazzi che partecipano cose differenti, diverse da quelle che sono abituati a vedere tutti i giorni. Credo che gli artisti abbiamo questa capacità perché lo scopo con cui affrontano il lavoro è completamente altro, un universo che i ragazzi non hanno visitato nei loro percorsi di studio.

L’arte nell’impresa: cosa ne pensi?
Dev’essere un’occasione per un artista poter affrontare un percorso in certe aziende, collaborare con persone differenti dai professionisti del suo settore.

E nel fare impresa?
L’arte non ha finalità economiche, può generare idee o aiutare le persone a farlo, stimolare la mente a produrre innovazione: ecco l’aiuto dell’arte nel fare impresa.

Cosa ti aspetti dai partecipanti a Artimprendo?
Che interagiscano, che siano partecipativi, entusiasti, ricchi di idee da comunicare. Confido nella loro volontà di percorrere con me il percorso di realizzazione dell’opera.

Come definisci la tua arte?
La mia ricerca è un tentativo di riprendere in “mano” l’elenco e il catalogo. L’utilizzo di citazioni letterarie ha origine da un lato da un’ispirazione più personale ed intima, che porta poi i brani degli autori citati a suggerire possibili chiavi di lettura dell’opera, dall’altro lato questo citare contiene in sé anche un desiderio di analisi più metodica e distaccata, quasi un’operazione chirurgica di dissezionamento del testo, come ad esempio la selezione di specifiche parole utilizzate dagli autori, oppure, come nel caso dell’opera Leaves of Books, nell’estrazione di tutte le virgole da un libro. La scelta naturalistica ha dunque origine da un perfetto connubio-dissidio romantico-scientifico, che si colloca esattamente a metà strada tra l’emozione e la catalogazione seriale. Parafrasando Italo Calvino si scopre che è impossibile numerare un prato poiché il prato, così come il cosmo, è infinito. E la parola infinito ci porta immediatamente alla dimensione romantica del “sublime” mentre la numerazione e la tassonomia richiamano l’algebra e la biologia.

Descriviti attraverso alcuni aggettivi.
Mi divido tra uno spirito di catalogazione ed emotività, tra un lavoro concettuale e un’estetica che trova il suo posto. Sono metodica, calcolatrice, ma anche sensibile, emotiva.

Valentina Perazzini

Valentina Perazzini

Valentina Perazzini: una “collezionista di fili d’erba”.

Valentina Perazzini 1987 vive e lavora tra Bruxelles e Rimini

Studi:
Diploma in pittura nella classe del Professor Massimo Pulini all’accademia di Belle arti di Bologna con 110 e lode
Erasmus dal 1 gennaio 2010 al 10 maggio 2010 NCDA (National college of art and design) di Dublino.

Mostre personali:
2013
“Pre-texture (Il personaggio si disperde in frammenti al giorno d’oggi” presso Villa Contemporanea Monza
2012
“Sfogliare il prato(up!)” a cura di Rosita Lappi presso associazione culturale Percorsi di Rimini
“Cento giorni di solitudine” a cura di Sandro Sproccati presso la Blu Gallery di Bologna
“Il prato infinito” a cura di Monica Villa presso la galleria Cart di Monza
“Margheritario” a cura di Domenico Maria Papa presso la galleria Nuvole Arte Contemporanea (BN)
2011
Mostra personale del premio Co.Co.Co. presso lo spazio di San Pietro in Atrio di Como testo in catalogo di Vittoria Coen

Su commissione:
maggio 2011 ”Parole per musica fiorite” palazzo Verbania di Luino (VA) dedicata a Vittorio Sereni, curata da Chiara Gatti.

Mostre collettive:
2013
In Natura a cura di Gaia Pasi, presso Palazzo Fani Mignanelli, Siena (SI)
Mostra collettiva del Premio Fabbri, presso Villa Brandolini, Pieve di Soligo, Treviso(TV)
Natura e Artificio curata da Marisa Zattini, presso il Vicolo, Cesena (FC)
Mostra collettiva del festival “Puls Art” curata da Anna Z. Pezzin presso Palazzo Fogazzaro, Schio (VI)
(E)bianca rassegna Selvatico curata da Massimiliano Fabbri presso le Scuderia della Rocca Lugo(RA)
2012
Mostra collettiva del concorso Inside me del festival “Puls Art” curata da Anna Z. Pezzin presso Palazzo Fogazzaro, Schio (VI)
Mostra collettiva del concorso Project Berlin 2012 “May be Re Evolution” presso la galleria Factory art di Berlino, catalogo
Fragile agli occhi, mostra collettiva a cura di Viola Invernizzi presso la Galleria Moitre di Torino (TO)
“Ecoanimali” a cura di Maria Letizia Tega e Simona Gavioli presso lo Spazio Un1co di Bologna
2011
Mostra collettiva del premio Co. Co. Co. Presso lo Spazio Natta di Como
“Quadri d’estate” allo spazio Gerra di Reggioemilia.
Mostra collettiva del premio San Fedele “E uscimmo a riveder le stelle..” testo in catalogo di Chiara Canali
Mostra collettiva dell’asta benefica nella sede della Sotheby’s di Milano curata da Chiara Canali, catalogo
2010
“A rare medium, well done.” presso Moxie Studios gallery a Dublino, catalogo.
2009
“Dovadola e i giovani artisti riminesi” presso l’Oratorio di Sant’Antonio a Dovadola, curata da Serena Venturelli e Marisa Zattini, con la collaborazione di Vittorio D’Augusta e Massimo Pulini testi in catalogo.

Fiere:
Arte fiera Bologna 2013 con Zak Project
Premi:
Finalista del premio Fabbri edizione 2013
Vincitrice del CoCoCo (Como Contemporany Contest) edizione 2011
Finalista del concorso Project Berlin 2012
Opera nel catalogo del premio Combat sezione disegno 2011
Finalista del premio San Fedele 2010-2011, testo in catalogo Chiara Canali
Finalista del premio Arte-Scienza edizione 2009.

Roberto Pugliese, Manne Guitars e un video.

Artimprendo sperimenta il suono

con le tecniche dell’artista Roberto Pugliese.

Succede a Manne Guitars.

video by Giulia Grotto.Grazie Giulia!

Le frequenze di Roberto Pugliese.

Intervista a Roberto Pugliese: un rumore di fondo che vuole diventare melodia.

Perché hai scelto di accettare l’invito di Artimprendo?
Perché è interessante inserire l’arte nell’impresa, nel tessuto sociale di un territorio.

Cosa ti aspetti dal progetto e dall’incontro con i ragazzi?
Vorrei regalare qualcosa ai ragazzi per il loro percorso imprenditoriale: un’esperienza, un punto di vista; una vena creativa e una sensibilità che, a mio parere, devono esistere nel mondo imprenditoriale.

L’arte nell’impresa può davvero servire?
È fondamentale che l’arte interagisca con il tessuto sociale, che comunichi con gli altri anche al di fuori del suo mondo. È importante che l’arte dialoghi con il reale e interagisca con i vari contesti.

Perché: l’arte non dialoga con il reale?
L’arte tende a chiudersi nei luoghi addetti, ma non deve essere per pochi, deve comunicare con tutti. Deve essere democratica senza cadere nel banale. Deve trovare la chiave del dialogo.

Descrivi l’opera che porterai a Pulsart e che condividerai con i ragazzi.
È una ricerca di acustica, matematica e architettura… mica male, eh! (sorride). È un’installazione formata da speaker sospesi e una struttura a parete complessa, dove i suoni prodotti sono collegati dal punto di vista fisico e matematico alla struttura stessa.
Ogni lunghezza può essere trasformata in nota, produrre frequenze, emettere suoni in coerenza con la struttura. La mia opera deve dare la possibilità alla gente di porsi domande, di riflettere. Deve smuovere qualcosa.

 

Roberto Pugliese

Roberto Pugliese

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere l’avventura del fare impresa?
Di avere sempre la lucidità e la lungimiranza che permettono di raggiungere gli obiettivi. Di non pensare troppo, di non porsi troppe domande pessimiste che limitano l’entusiasmo. Di seguire sempre la propria vocazione.

“Ragazzi, dovete crederci!”

Descriviti.
Determinato. Ostinato. Costante.

“Un rumore di fondo che vuole diventare melodia.”

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Roberto Pugliese. Suono, mente, arte.

In Artimprendo entra Roberto Pugliese con la sua ricerca sui fenomeni legati al suono e sull’influenza che questi hanno sulla psiche umana.

“La mia ricerca trae energia principalmente da due correnti artistiche, quella della sound art e quella dell’arte cinetica e programmata. Servendomi dell’utilizzo di apparecchiature meccaniche pilotate da software che interagiscono tra di loro, con l’ambiente che le circonda e con il fruitore, intendo esaminare nuovi punti di ricerca su fenomeni legati al suono, sull’analisi dei processi che la psiche umana utilizza per differenziare strutture di origine naturale da quelle artificiali(sia acustiche che visive), sul rapporto tra uomo e tecnologia e sul rapporto tra arte e tecnologia, dando un ruolo non di secondaria importanza all’aspetto visivo. Il suono diventa quindi sia oggetto di ricerca, sia mezzo di espressione acustica e visiva, energia vitale che anima l’inanimato, guida per analizzare e stimolare la psiche e la percezione umana. L’idea di creare un rapporto attivo tra opera e fruitore, mi spinge a dare vita anche dimensioni nelle quali è il suono a muoversi, realizzando diverse prospettive sonore per l’ascoltatore. L’arte esce da una realtà bidimensionale per dare vita a delle vere e proprie ambientazioni sonore e o visive. In questo modo il fruitore viene immerso totalmente in mondi percettivi che lo accompagnano nell’esperienza sensoriale.”

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Quale sarà la sua opera?

Silvia Gribaudi: ironia a prova d’arte.

Silvia, perché hai accettato di essere parte del progetto Artimprendo?
Perché amo studiare l’identità. Il mio lavoro e la mia passione sono una continua ricerca dell’identità, nel mondo imprenditoriale, all’interno dell’arte e nella creatività. E voglio cercarla anche qui, in Ugolini con questo progetto.

Cosa ti aspetti da Artimprendo?
Come nel mondo dell’arte, anche qui sono in contatto con chi si sforza a costruire qualcosa. Vedo nei ragazzi una motivazione sincera, che li spinge a guardarsi attorno e creare qualcosa per contribuire a un benessere personale, ma anche sociale. Ci metto l’anima per fare un’arte e un lavoro che siano una rinnovazione creativa continua. Guidando gli altri, in Artimprendo questi ragazzi, continuo a rinnovare me stessa e le mie idee, il mio modo di pensare e di fare arte.

Spiegami questa spinta a rinnovarsi.
Nel mio lavoro devo sempre essere originale, inventarmi qualcosa di nuovo. L’ironia ha bisogno di nutrimento ed è alla base del mio essere. È bello lavorare insieme ad altre persone perché si condividono esperienze, ci si fa ispirare e… ci si rinnova! Credo in questo progetto e nella genialità di ognuno.

Cosa ti ispira in Ugolini?
Un concetto, che secondo me è fondamentale: gli operai sono messi al centro di tutto e per il padrone dell’azienda sono parte della famiglia.

Come esprimeresti questo  concetto con un’azione?
Quando le persone sono alla base e sono considerate essenziali, io penso al movimento, a una danza. E immagino una performance di corpi che danzano all’interno dell’azienda: l’umanità tra i materiali del lavoro.

Dimmi, che età ti senti di avere?
22 anni!

3 aggettivi che ti definiscono.
Determinata, ironica, perseverante.

Grazie Silvia!

Ugolini con Silvia Gribaudi

Ugolini con Silvia Gribaudi

 

Silvia Gribaudi: coreografa e performer.

Vincitrice premio pubblico e giuria GD’A Veneto 2009, selezionata nel 2010 in Aerowaves Dance Across Europe, finalista premio equilibrio nel 2013 è ospite in numerosi festival nazionali ed internazionali tra cui nel 2009 alla Biennale di Venezia Ground 0 e nel 2012 alll’Edinburgh Fringe Festival.

Nel 2012 collabora con il coreografo israeliano Sharon Fridman e inizia progetti di Art in Action sui diritti umani con Anna Piratti.

Segue progetti artistici di ricerca sostenuti da: Il Cassero Bologna, Operaestate Festival Veneto,The Place(UK), Dansateliers (NL), Dansescenen (DK), Pasoa 2-Certamen Coreogràfico de Madrid (ES), Dance Week Festival (HR), Circuit Est Montreal, The dance center Vancouver, Nederlanse Dansdagen Maastricht, Dance House Lemesos Cipro .

Docente fino al 2010 presso Accademia Teatrale Veneta conduce numerosi workshop in Italia e all’Estero su qualità di presenza ed espressione corporea. Performer in “vieni via con me” con Roberto Saviano e FabioFazio-Rai3, Compagnia Aldes coreografie Roberto Castello .

Crea performance specifiche su : -Differenze di genere progetto Performing Gender 2014 -Riflessioni sulla femminilità Over 60 -Invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza dal titolo What age are you acting? Le età relative, prodotto dal progetto europeo ACT YOUR AGE selezionato alla Piattaforma della danza italiana NID 2014.

Roger Salas dice di lei su El Paìs : “Silvia Gribaudi es una artista singular que cultiva el feísmo y un humor ácido; su llamativo físico ya va a contracorriente” .

silvia-gribaudida www.silviagribaudi.com

Intervista a Serena e Francesco di AtelierFraSe: Artimprendo? Un esperimento sociale.

Perché Artimprendo?
L’idea del progetto si applica al nostro lavoro, allo stile delle nostre opere e del nostro fare arte. Siamo architetti e l’architettura è anche un’attività imprenditoriale. Il nostro mestiere è fatto di laboratori, artigianali e artistici, per realizzare progetti eterogenei. Quella di Artimprendo è un’esperienza universale e abbiamo colto volentieri questa opportunità quando Anna ce l’ha chiesto.

Dall’architettura, disciplina molto razionale, all’arte: come spiegate questa scelta?
Soprattutto nell’ultimo anno di architettura ci siamo appassionati all’arte. In architettura i processi sono lenti, molte persone sono coinvolte per portare a termine un progetto e realizzare un’idea, senza contare le normative e i tempi. Tutto questo contribuisce a rallentare il flusso del lavoro. Noi due vogliamo provare a fare qualcosa di diverso e creare un nostro modo di procedere.

Ora lavorate a Londra, che differenze esistono tra la capitale inglese e l’Italia nel vostro ambito?
A Londra nel mondo dell’arte contemporanea c’è molta offerta di lavoro e un’apertura alle novità, ma c’è anche molta concorrenza. Non è un paradiso, ma ci sono più possibilità di creare cose nuove e realizzare con meno difficoltà le idee dei giovani. Ci sono eterogeneità culturale, una maggiore flessibilità da parte del sistema per progetti in cui convergono diverse discipline. E probabilmente Londra crede di più nella creatività, o almeno investe in questo ambito più dell’Italia.

Cosa vi manca dell’Italia?
Le classiche cose che si dicono: il sole, il cibo, la famiglia… E la lingua: la ricchezza della nostra lingua. Quella inglese non ha le sfumature di quella italiana, è più macchinosa, formata da interazioni dirette.

Cosa vi darà Artimprendo, cosa pensate di imparare da questo progetto e dai ragazzi che vi partecipano?
Per noi è un vero e proprio esperimento sociale, perché Artimprendo raccoglie un potenziale umano enorme. Questi ragazzi hanno formazioni differenti e per questo saranno diversi i modi in cui quello che diremo verrà percepito. Stiamo intraprendendo una strada verso l’ignoto!

AtelierFraSe, tra arte e architettura.

Francesco Gorni e Serena Montesissa, architetti, hanno fondato AtelierFraSe nel 2011 a Londra.

Il lavoro di AtelierFraSe si sviluppa attraverso un processo creativo non stop, in cui il ruolo del designer si fonde con le competenze e le tecniche di arti e mestieri. Questo è il punto di forza del lavoro di AtelierFraSe: intenzioni originali hanno in questo modo piena coerenza con l’esito finale.

AtelierFraSe progetta e realizza interventi architettonici, come elementi di arredo domestico per le abitazioni private e negozi, scenografie per teatri e spettacoli, sculture e installazioni per eventi e manifestazioni.

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Intervista a Angela Loveday: arte, lavoro e irriverenza.

Perché hai accettato di partecipare a Artimprendo, e cos’è per te questo progetto?
Artimprendo lo vedo come un’opportunità per lavorare in una situazione nuova, con strumenti mai utilizzati prima, almeno in questo modo. Mi piace insegnare, lavorare con gli strumenti e i materiali presenti nelle aziende. E così proporre nuovi utilizzi, per fare entrare l’arte nell’ambito imprenditoriale.

Quali sono secondo te le novità di questo progetto?
Questo è un progetto nuovo perché a partecipare sono studenti, stagisti. Ci credo anche per questo.

E loro cosa ti offrono?
Mi danno l’opportunità di mettermi in discussione. Le loro domande e osservazioni sono occasioni per approfondire gli argomenti e imparare sempre qualcosa. Questi ragazzi sono ispirazioni.

Descriviti.
Sono irriverente, perfezionista e ambigua.

Cos’è per te l’irriverenza?
È un obiettivo e una trasgressione. Rispetto la tecnica, ma amo stravolgere i contenuti.

Cosa dà un’artista a questo progetto?
Un punto di vista differente da un creativo che lavora in azienda, ad esempio. La prospettiva di un’artista è atipica: porta innovazione. Compito dell’artista è trascinare tutto e tutti fuori dagli schemi.

Ora descrivi Artimprendo.
È una piattaforma per nuovi talenti e punti di vista, per imparare dinamiche comunicative e manageriali.

“Compito dell’artista è trascinare tutto e tutti fuori dagli schemi.”

Angela Loveday, fotografa.

Angela Loveday, artista per Artimprendo.

Angela Loveday è una fotografa afro-italiana.
Vive e lavora a Milano, Berlino e Los Angeles.
Nel 2007 si laurea in Comunicazione e Pubblicità all’Università di Urbino. Nel 2011 ottiene un Master d’Arte alla Nuova Accademia di Belle Arti a Milano.

Angela si interessa di fotografia da quando era bambina. Vincitrice e finalista in vari concorsi, come Celeste Prize, Arte Laguna Prize, Artgallery-Campari Prize, Angela lavora in ambito artistico e commerciale.

I suoi lavori sono esposti in tutto il mondo.

Angela-Loveday

Citazione

Artimprendo smonta e rimonta l’idea di formazione: coinvolge gli imprenditori nell’insegnare, invita gli artisti a ispirarsi e creare opere in un contesto aziendale.

Artimprendo è un nuovo modo di fare impresa.

Intervista a Luca Immesi per Artimprendo.

Chi è Luca Immesi?

“Sono un regista cinematografico e la video-arte è la mia passione. Ho girato un film con la mia socia, Giulia Brazzale, e con  Alejandro Jodorowsky. Ne sto realizzando un altro sulla psicomagia.  Ho esposto un’opera video all’evento Pulsart.”

Perché hai accettato di essere parte di Artimprendo?
“Sono stato coinvolto in questo progetto da Anna e dall’interesse per il tema. Tra i sensi il sesto è quello che mi affascina di più. Ecco che nasce l’intuizione, un tema che sto affondando con i ragazzi e un esperimento che ci sta regalando grandi soddisfazioni. In questo periodo della mia vita l’intuizione ispira le mie giornate, il mio lavoro e il mio fare arte.”

Cosa ti darà Artimprendo?
“Grazie a uno scambio continuo di stimoli tra le persone che partecipano al progetto, Artimprendo mi sta arricchendo di esperienze nuove. Qui dai e ricevi informazioni ogni attimo. È un’avventura stimolante, un’occasione per testare emozioni, modi di pensare, menti differenti, fantasie.”

Un aggettivo per definire Esperimentocinema.
Innovativo.”

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Esperimentocinema, studio di produzione digitale indipendente.

Esperimentocinema, artista per Artimprendo.

Esperimentocinema è uno studio di produzione digitale indipendente. Dal 2003, supporta servizi di produzione, montaggio e finalizzazione per lungometraggi, cortometraggi, documentari, progetti televisivi e commerciali. E’ all’ avanguardia in ricerca e tecnologia.

Specializzato in servizi per il cinema digitale a 4k, Esperimentocinema fornisce la Red One 4k camera, supporto tecnico, workflow e servizi di post produzione. E’ inoltre una “Final Cut Studio boutique” caratterizzata da talentuosi editors che forniscono servizi di alta qualità a prezzi vantaggiosi. Esperimentocinema è uno dei maggiori esperti in Italia riguardo il Red workflow.
 Ha lavorato come “Red set and workflow wizard” in vari spot commerciali, video musicali, lungometraggi e cortometraggi per clienti tra cui: Gucci, Kinder, Pupa, Mtv, Sky, Lexus.

I cortometraggi, video arte e documentari di Esperimentocinema hanno partecipato a vari festival internazionali vincendo premi e riconoscimenti.

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