Fondamenta 3.0: Venezia, arte, innovazione.

Sapete tutti quanto l’arte e la creatività valgano per Venezia, la sua società e la sua economia.

Lo sapete, giusto?

Se volete approfondire l’argomento, rispolverare la conoscenza di questa attualità o volete partecipare a un evento che vuole superare il successo del 2013, non mancate a FONDAMENTA 3.0, il 31 maggio, dalle 17 alle 24Fondamenta degli Ormesini e della Misericordia.

Di seguito potete leggere il comunicato stampa e il programma, trovare i contatti per richiedere maggiori informazioni e un invito.

COMUNICATO STAMPA

Fondamenta 3.0 – La Sensa

31 maggio 2014, ore 17-24, Fondamenta degli Ormesini e della Misericordia

Dopo il successo del 2013, Fondamenta 3.0 si ripropone come evento pubblico di esplorazione degli impatti positivi che l’arte e la creatività possono avere sulla società e sull’economia di Venezia.

Nel processo rimesso in moto nel 2013 da un pool di giovani associazioni culturali veneziane nell’ambito delle politiche giovali del Comune di Venezia, si innesta quest’anno il lavoro di ricerca del m.a.c.lab – Laboratorio di Management dell’Arte e della Cultura dell’Università Ca’ Foscari. Grazie anche al contributo della Camera di Commercio, la produzione culturale ed artistica viene proposta anche come risorsa per lo sviluppo sociale ed economico della città. A ribadirequindi che “con la cultura si mangia”, l’iniziativa partirà con un workshop dedicato alle industrie creative veneziane ed al loro radicamento nella città storica.

Parallelamente le Fondamenta saranno popolate da una quindicina di interventi artistici, selezionati a partire da circa 80 proposte e curati dal team degli assegnisti di ricerca del m.a.c.lab (Viviana Carlet, Gianluca D’Incà Levis, Anna Zerbaro, Marco Baravalle) con il supporto grafico ed organizzativo di Studio Fludd.

Per una sera arti visive, videoarte, design, musica, design dell’interazione, trasformeranno la Fondamenta in uno spazio all’interno del quale i negozi, i bar, le case, le calli, i muri saranno soggetto e oggetto dell’intervento artistico.Non un museo o unfestival, bensì un pezzo di città rivitalizzato, dinamico e allegro, pensato prima di tutti per chi la città la abita. I laboratori artistici per bambini che saranno organizzati in Corte Zappa saranno un altro modo per segnalare l’attenzione che Fondamenta 3.0 dedica al coinvolgimento dei residenti.

Fondamenta 3.0 porta l’arte contemporanea nello spazio reale di vita, lavoro, tempo libero di chi abita o transita per Venezia. L’obiettivo è mostrare come l’arte a Venezia possa assumere anche forme diverse dall’esibizione élitaria, relazionandosi per un giorno con la geografia fisica ed umana della città reale.

A confermare il radicamento di Fondamenta 3.0 con la vita reale di Venezia contribuisce anche la concomitanza con la festa della Sensa, momento tradizionale in cui la città celebra il suo rapporto con il mare. In quest’ottica, anche Vela SpA, la società pubblica che tra le molteplici attività gestite, promuove l’immagine di Venezia e coordina i principali eventi cittadini, diventa partner del progetto e contribuisce a valorizzare le millenarie tradizioni culturali delle città e le più vivaci manifestazioni dell’arte contemporanea.

Per info ulteriori: Prof. Fabrizio Panozzo, Coordinatore m.a.c.lab, bauhaus@unive.it

 

PROGRAMMA FONDAMENTA 3.0 – LA SENSA

31 Maggio 2014, dalle 17 alle 00.00, Fondamenta della Misericordia

17.00 – Workshop introduttivo

La città (davvero) creativa: Industrie creative e imprenditorialità culturale in presa diretta

Introducono:Fabrizio Panozzo, m.a.c.lab e Alberto Capuzzo, Came di Commercio di Venezia

 

Testimonianze di aziende creative veneziane

Coordina: Manuel Bordignon

Commentano: Marco Baravalle e Erika Cavriani, m.a.c.lab

 

17.00 – 20.00, Laboratori creativi

In Corte Zappa, l’associazione Pan di Zenzero propone attività mirate ad avvicinare i più piccoli, attraverso il gioco e la sperimentazione diretta, all’arte, alla creatività, al riciclo, al rispetto dell’ambiente e alla conoscenza della Festa della Sensa.

 

17 – 23, Progetti Artistici site specific.

Giuseppe Abate, vive tra Venezia e Milano

La domesticazione della textures / Un lavoro grafico-performativo, che l’artista decide di realizzare in presa diretta, sui muri interni di una casa abitata su Fondamenta della Misericordia, che il 31 maggio sarà aperta al pubblico.

 

How we dwell (Marco Gobbi, Andrea Grotto, Cristiano Menchini, Adriano Valeri) e Gli Impresari (Edoardo Aruta, Marco Di Giuseppe, Rosaria Sorbello).

La macchina del tuono / I due gruppi di artisti, entrambi attivi in Bevilacqua La Masa, si uniscono qui per creare una grande macchina ad impatto scenografico, un’installazione performativa che coinvolgerà il pubblico visivamente e acusticamente.

 

Elena Mazzi, Vive e lavora a Venezia, www.elenamazzi.com

Detour / Una mappa che attraverso cui l’artista guida alla scoperta delle case occupate in Fondamenta (alle 18.30 e alle 19.30). Le case sono segnate da zerbini stampati per l’occasione con frasi che alludono allo spazio pubblico, alla sua ambivalenza di scena del conflitto tra privatizzazione e valore d’uso.

 

Davide Salmaso, (aka Davide Kaya) abita in Fondamenta

http://www.reachthegoaltobold.com/?attachment_id=645

Pignatte / Alcune pignatte a forma di Grande Nave da crociera costruite dall’artista, saranno spaccate assieme ai visitatori durante la giornata. Nel giorno della Sensa si ripropone un rituale popolare legandolo ad un tema di attualità.

 

Enrico Coniglio e Nicola di Croce, sono interessati al rapporto tra suono e territorio e all’estetica del paesaggio contemporaneo. www.enricoconiglio.comhttp://nicoladicroce.tumblr.com

Tavoloparlante / Il progetto vuole lavorare con gli oggetti della quotidianità portati dagli abitanti delle Fondamenta: utensili, giocattoli… qualsiasi cosa utile a produrre i suoni che “suoneranno” grazie alla manipolazione prodotta live dai due artisti.

 

Cécile Barraud de Lagerie, grafica e designer del tessuto francese, di base a Bruxelles http://www.delagerie.com

Close-line / Installazione labirintica sulla relazione e contrasto tra spazio pubblico e privato a Venezia attraverso il tessuto, generata da un momento laboratoriale collettivo.

 

Daniele Catalli, Illustratore, scenografo, designer, Vive a Torino. http://www.printaboutme.it/daniele-catalli

Dream Circus / Tappa acquatica di un progetto itinerante che innesca attraverso il disegno una circolazione planetaria di sogni e incubi. 

 

Riccardo Giacomini e Giulia Belli, Artisti e inventori, specializzati in tecniche di stampa e pittura all’Accademia di Venezia.

Battleship / installazione ludica che attraverso il meccanismo della battaglia navale coinvolge il pubblico nella progressiva creazione di una rete di tracce e disegni, frutto di imprevedibili reazioni a catena.

 

Laura Bianco, Documentarista milanese, interessata all’interazione tra documentario, fiction e fotografia.

Venezia-Shanghai/ Un viaggio psico-geografico in due realtà lontane, un impulso all’osservazione, basato su una visione della città come brulichio di singoli punti di vista e di singoli viaggi quotidiani.

 

Julia Fuentesal Rosa y Pablo Muñoz de Arenillas, Laureati all’Accademia di Belle Arti di Siviglia, nel 2010 iniziano a collaborare per creare progetti d’arte contemporanea legati allo spazio pubblico.

Wait / L’oggetto non sarebbe un oggetto se non si trovasse in un luogo…L’incertezza è la reazione dello spettatore curioso di scoprire ciò che è nascosto. L’installazione domanda la partecipazione dello spettatore come parte integrante dell’opera.

 

Dapes, Incentra la sua ricerca nell’arte partecipativa, partendo da processi quotidiani e comuni, ricreando situazioni fruibili dallo spettatore attraverso il gioco

Polpetta / Giocheremo insieme in una sfida tra polpette preparate in casa, nelle osterie, cucinate dai cuochi di Dapes. Condivideremo momenti conviviali e competitivi, in cui tutti potranno partecipare. Il pubblico, coinvolto in giurie serissime, eleggerà la migliore polpetta della città.

 

Lisa Castellani, s’interessa di public art e community-based art in una ricerca che si coniuga in progetti site specific http://www.lisacastellani.it

A penny for your thoughts / La festa della Sensa è storicamente legata alla cerimonia in cui il Doge butta un anello nell’acqua ed in quell’attimo si compie una promessa: la città sarà la sposa e dominatrice del mare. L’artista inviterà i passanti a salire in una barca e a scrivere una promessa in un foglio che verrà depositato in un recipiente di vetro in cambio di un centesimo.

 

Cristina Gori lavora attorno al dualismo natura/artificio interessandosi a problematiche contemporanee quali le modificazioni genetiche. http://www.cristinagori.com.

Falling / L’installazione sul Ponte Fondamenta Ormesini rappresenta una vegetazione artificiale che con il buio rilascerà, attraverso la fluorescenza di pigmenti presenti nella vernice, una luce verde attuando una sorta di fotosintesi notturna.

 

Rosengarten Residency, durante la prima settimana di maggio il quartiere creativo di Bolzano – Rosengarten – si è popolato di nuovi “abitanti” creando un “collettivo temporaneo” formato da artisti e creativi pronti ad ideare insieme un progetto per la Rosengarten Residency.

Greetings from Rosengarten / Gli artisti ospiti alla residenza Rosengarten durante il loro “soggiorno” hanno inviato delle cartoline a Fondamenta 3.0, dove raccontano il processo creativo e le metodologie di lavoro collettivo scaturite dall’esperienza di residenza artistica. Chiederanno a Fondamenta 3.0 di fare altrettanto. http://www.franzmagazine.com.

Fondamenta 3.0 è un evento importante non solo per la città di Venezia e i suoi abitanti,

ma per tutti gli amanti dell’arte,

per coloro che credono nell’innovazione e nel progresso,

per chi guarda al futuro e non sacrifica gli ideali, non smette di sognare e di creare.

FONDAMENTA 3.0

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Valentina Perazzini: tra spirito di catalogazione ed emotività.

Velentina Perazzini è un’artista sensibile, anche al mondo che la circonda. Per questo la sua arte racchiude emozioni da cogliere.

Perché partecipare a Artimprendo?
Già da tempo pensavo di collaborare con delle aziende, in questo momento ad esempio sto partecipando a un progetto multidisciplinare con un ricercatore dell’Università di Trento, credo che sia nella mescolanza di attitudini che possano nascere idee nuove.

Cosa ti aspetti da questo progetto?
Mi aspetto di mostrare ai ragazzi che partecipano cose differenti, diverse da quelle che sono abituati a vedere tutti i giorni. Credo che gli artisti abbiamo questa capacità perché lo scopo con cui affrontano il lavoro è completamente altro, un universo che i ragazzi non hanno visitato nei loro percorsi di studio.

L’arte nell’impresa: cosa ne pensi?
Dev’essere un’occasione per un artista poter affrontare un percorso in certe aziende, collaborare con persone differenti dai professionisti del suo settore.

E nel fare impresa?
L’arte non ha finalità economiche, può generare idee o aiutare le persone a farlo, stimolare la mente a produrre innovazione: ecco l’aiuto dell’arte nel fare impresa.

Cosa ti aspetti dai partecipanti a Artimprendo?
Che interagiscano, che siano partecipativi, entusiasti, ricchi di idee da comunicare. Confido nella loro volontà di percorrere con me il percorso di realizzazione dell’opera.

Come definisci la tua arte?
La mia ricerca è un tentativo di riprendere in “mano” l’elenco e il catalogo. L’utilizzo di citazioni letterarie ha origine da un lato da un’ispirazione più personale ed intima, che porta poi i brani degli autori citati a suggerire possibili chiavi di lettura dell’opera, dall’altro lato questo citare contiene in sé anche un desiderio di analisi più metodica e distaccata, quasi un’operazione chirurgica di dissezionamento del testo, come ad esempio la selezione di specifiche parole utilizzate dagli autori, oppure, come nel caso dell’opera Leaves of Books, nell’estrazione di tutte le virgole da un libro. La scelta naturalistica ha dunque origine da un perfetto connubio-dissidio romantico-scientifico, che si colloca esattamente a metà strada tra l’emozione e la catalogazione seriale. Parafrasando Italo Calvino si scopre che è impossibile numerare un prato poiché il prato, così come il cosmo, è infinito. E la parola infinito ci porta immediatamente alla dimensione romantica del “sublime” mentre la numerazione e la tassonomia richiamano l’algebra e la biologia.

Descriviti attraverso alcuni aggettivi.
Mi divido tra uno spirito di catalogazione ed emotività, tra un lavoro concettuale e un’estetica che trova il suo posto. Sono metodica, calcolatrice, ma anche sensibile, emotiva.

Valentina Perazzini

Valentina Perazzini

Le frequenze di Roberto Pugliese.

Intervista a Roberto Pugliese: un rumore di fondo che vuole diventare melodia.

Perché hai scelto di accettare l’invito di Artimprendo?
Perché è interessante inserire l’arte nell’impresa, nel tessuto sociale di un territorio.

Cosa ti aspetti dal progetto e dall’incontro con i ragazzi?
Vorrei regalare qualcosa ai ragazzi per il loro percorso imprenditoriale: un’esperienza, un punto di vista; una vena creativa e una sensibilità che, a mio parere, devono esistere nel mondo imprenditoriale.

L’arte nell’impresa può davvero servire?
È fondamentale che l’arte interagisca con il tessuto sociale, che comunichi con gli altri anche al di fuori del suo mondo. È importante che l’arte dialoghi con il reale e interagisca con i vari contesti.

Perché: l’arte non dialoga con il reale?
L’arte tende a chiudersi nei luoghi addetti, ma non deve essere per pochi, deve comunicare con tutti. Deve essere democratica senza cadere nel banale. Deve trovare la chiave del dialogo.

Descrivi l’opera che porterai a Pulsart e che condividerai con i ragazzi.
È una ricerca di acustica, matematica e architettura… mica male, eh! (sorride). È un’installazione formata da speaker sospesi e una struttura a parete complessa, dove i suoni prodotti sono collegati dal punto di vista fisico e matematico alla struttura stessa.
Ogni lunghezza può essere trasformata in nota, produrre frequenze, emettere suoni in coerenza con la struttura. La mia opera deve dare la possibilità alla gente di porsi domande, di riflettere. Deve smuovere qualcosa.

 

Roberto Pugliese

Roberto Pugliese

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere l’avventura del fare impresa?
Di avere sempre la lucidità e la lungimiranza che permettono di raggiungere gli obiettivi. Di non pensare troppo, di non porsi troppe domande pessimiste che limitano l’entusiasmo. Di seguire sempre la propria vocazione.

“Ragazzi, dovete crederci!”

Descriviti.
Determinato. Ostinato. Costante.

“Un rumore di fondo che vuole diventare melodia.”

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Storytelling tra arte, storia e cinema.

 

Artimprendo è un progetto. E non solo.

Artimprendo è un progetto
che cresce con l’innovazione grazie alle idee di 12 ragazzi,
aspiranti imprenditori e liberi sognatori.

La crisi non è un limite per l’entusiasmo e il lavoro.

Il coraggio, la dedizione, la passione, l’arte e le emozioni
sono le onde del mare imprenditoriale.

Questo progetto lo dimostra ed è un percorso verso il futuro.

Mi presento, sono Veronica e artimprendo.

Sono Veronica, laureanda in lingue, letterature e culture moderne all’università di Padova. Nel mio percorso universitario ho sempre voluto conciliare le mie due passioni più grandi: le lingue straniere e l’arte e così ho deciso di dedicarmi alla storia dell’arte contemporanea, ma in lingua inglese. Curiosa di natura, amo conoscere, viaggiare, e l’arte in tutte le sue forme.

Ho scelto Artimprendo proprio per la sua natura sperimentale, e per la possibilità offerta di “imparare” e di scoprire il lato ‘pratico’ dell’arte che non mi è stato possibile conoscere in anni di studio “teorico”.

veronica

L’opera è una parte del viaggio.

Ruoli definiti, percorsi indefiniti.

Le attese si arricchiscono di progetti, le richieste di entusiasmo, le pretese di ambizione, le liste di artisti.

Le opere d’arte sono la conclusione di un viaggio irripetibile che riparte non appena si conclude.

È un avviso importante il nostro: luglio è più vicino di quanto pensate.

Pulsart Restart 2014 sta per iniziare, tenetevi pronti.

Silvia Gribaudi: ironia a prova d’arte.

Silvia, perché hai accettato di essere parte del progetto Artimprendo?
Perché amo studiare l’identità. Il mio lavoro e la mia passione sono una continua ricerca dell’identità, nel mondo imprenditoriale, all’interno dell’arte e nella creatività. E voglio cercarla anche qui, in Ugolini con questo progetto.

Cosa ti aspetti da Artimprendo?
Come nel mondo dell’arte, anche qui sono in contatto con chi si sforza a costruire qualcosa. Vedo nei ragazzi una motivazione sincera, che li spinge a guardarsi attorno e creare qualcosa per contribuire a un benessere personale, ma anche sociale. Ci metto l’anima per fare un’arte e un lavoro che siano una rinnovazione creativa continua. Guidando gli altri, in Artimprendo questi ragazzi, continuo a rinnovare me stessa e le mie idee, il mio modo di pensare e di fare arte.

Spiegami questa spinta a rinnovarsi.
Nel mio lavoro devo sempre essere originale, inventarmi qualcosa di nuovo. L’ironia ha bisogno di nutrimento ed è alla base del mio essere. È bello lavorare insieme ad altre persone perché si condividono esperienze, ci si fa ispirare e… ci si rinnova! Credo in questo progetto e nella genialità di ognuno.

Cosa ti ispira in Ugolini?
Un concetto, che secondo me è fondamentale: gli operai sono messi al centro di tutto e per il padrone dell’azienda sono parte della famiglia.

Come esprimeresti questo  concetto con un’azione?
Quando le persone sono alla base e sono considerate essenziali, io penso al movimento, a una danza. E immagino una performance di corpi che danzano all’interno dell’azienda: l’umanità tra i materiali del lavoro.

Dimmi, che età ti senti di avere?
22 anni!

3 aggettivi che ti definiscono.
Determinata, ironica, perseverante.

Grazie Silvia!

Ugolini con Silvia Gribaudi

Ugolini con Silvia Gribaudi

 

Mi presento, sono Fabrizio e artimprendo.

Fabrizio Panozzo è professore di economia aziendale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, associate scholar dello European Institute for Advanced Studies in Management di Bruxelles e visiting professor presso
l’Università di Innsbruck. La sua ricerca si concentra soprattutto sulle dimensioni sociali, culturali e politiche dei saperi e delle tecniche manageriali.
Si è occupato delle ambizioni e delle conseguenze della riforma manageriale del settore pubblico e nonprofit studiando in particolare il rapporto tra nuove logiche di misurazione dei risultati e governo di enti locali, aziende sanitarie ed imprese sociali. Più di recente si è interessato di città, intese come organizzazioni complesse governate in chiave competitiva, di industrie creative e delle implicazioni manageriali delle produzioni culturali contemporanee.
 Fabrizio-Panozzo

Intervista a Serena e Francesco di AtelierFraSe: Artimprendo? Un esperimento sociale.

Perché Artimprendo?
L’idea del progetto si applica al nostro lavoro, allo stile delle nostre opere e del nostro fare arte. Siamo architetti e l’architettura è anche un’attività imprenditoriale. Il nostro mestiere è fatto di laboratori, artigianali e artistici, per realizzare progetti eterogenei. Quella di Artimprendo è un’esperienza universale e abbiamo colto volentieri questa opportunità quando Anna ce l’ha chiesto.

Dall’architettura, disciplina molto razionale, all’arte: come spiegate questa scelta?
Soprattutto nell’ultimo anno di architettura ci siamo appassionati all’arte. In architettura i processi sono lenti, molte persone sono coinvolte per portare a termine un progetto e realizzare un’idea, senza contare le normative e i tempi. Tutto questo contribuisce a rallentare il flusso del lavoro. Noi due vogliamo provare a fare qualcosa di diverso e creare un nostro modo di procedere.

Ora lavorate a Londra, che differenze esistono tra la capitale inglese e l’Italia nel vostro ambito?
A Londra nel mondo dell’arte contemporanea c’è molta offerta di lavoro e un’apertura alle novità, ma c’è anche molta concorrenza. Non è un paradiso, ma ci sono più possibilità di creare cose nuove e realizzare con meno difficoltà le idee dei giovani. Ci sono eterogeneità culturale, una maggiore flessibilità da parte del sistema per progetti in cui convergono diverse discipline. E probabilmente Londra crede di più nella creatività, o almeno investe in questo ambito più dell’Italia.

Cosa vi manca dell’Italia?
Le classiche cose che si dicono: il sole, il cibo, la famiglia… E la lingua: la ricchezza della nostra lingua. Quella inglese non ha le sfumature di quella italiana, è più macchinosa, formata da interazioni dirette.

Cosa vi darà Artimprendo, cosa pensate di imparare da questo progetto e dai ragazzi che vi partecipano?
Per noi è un vero e proprio esperimento sociale, perché Artimprendo raccoglie un potenziale umano enorme. Questi ragazzi hanno formazioni differenti e per questo saranno diversi i modi in cui quello che diremo verrà percepito. Stiamo intraprendendo una strada verso l’ignoto!

AtelierFraSe, tra arte e architettura.

Francesco Gorni e Serena Montesissa, architetti, hanno fondato AtelierFraSe nel 2011 a Londra.

Il lavoro di AtelierFraSe si sviluppa attraverso un processo creativo non stop, in cui il ruolo del designer si fonde con le competenze e le tecniche di arti e mestieri. Questo è il punto di forza del lavoro di AtelierFraSe: intenzioni originali hanno in questo modo piena coerenza con l’esito finale.

AtelierFraSe progetta e realizza interventi architettonici, come elementi di arredo domestico per le abitazioni private e negozi, scenografie per teatri e spettacoli, sculture e installazioni per eventi e manifestazioni.

atelier-frase

Intervista a Angela Loveday: arte, lavoro e irriverenza.

Perché hai accettato di partecipare a Artimprendo, e cos’è per te questo progetto?
Artimprendo lo vedo come un’opportunità per lavorare in una situazione nuova, con strumenti mai utilizzati prima, almeno in questo modo. Mi piace insegnare, lavorare con gli strumenti e i materiali presenti nelle aziende. E così proporre nuovi utilizzi, per fare entrare l’arte nell’ambito imprenditoriale.

Quali sono secondo te le novità di questo progetto?
Questo è un progetto nuovo perché a partecipare sono studenti, stagisti. Ci credo anche per questo.

E loro cosa ti offrono?
Mi danno l’opportunità di mettermi in discussione. Le loro domande e osservazioni sono occasioni per approfondire gli argomenti e imparare sempre qualcosa. Questi ragazzi sono ispirazioni.

Descriviti.
Sono irriverente, perfezionista e ambigua.

Cos’è per te l’irriverenza?
È un obiettivo e una trasgressione. Rispetto la tecnica, ma amo stravolgere i contenuti.

Cosa dà un’artista a questo progetto?
Un punto di vista differente da un creativo che lavora in azienda, ad esempio. La prospettiva di un’artista è atipica: porta innovazione. Compito dell’artista è trascinare tutto e tutti fuori dagli schemi.

Ora descrivi Artimprendo.
È una piattaforma per nuovi talenti e punti di vista, per imparare dinamiche comunicative e manageriali.

“Compito dell’artista è trascinare tutto e tutti fuori dagli schemi.”

Mi presento, sono Damiano e artimprendo.

Sono Damiano Fina, ho 23 anni, sono laureato in Economia e Gestione delle Arti alla triennale e proseguo i miei studi alla magistrale. Sto scrivendo la tesi di laurea sul fictioanalizing tra il recente dibattito estetico e l’applicazione degli studi in casi aziendali. Curo il blog l’infodegradabile e la presentazione delle mie pubblicazioni.

“Da ART_Imprendo mi aspetto la possibilità di sperimentare le mie idee in un contesto d’azienda sempre alla ricerca della novità come Project Style. Il programma delle lezioni con gli artisti si presenta carico di spunti. Sono pronto a raccogliere tutte le energie disponibili.”

Damiano-Fina

Intervista a Luca Immesi per Artimprendo.

Chi è Luca Immesi?

“Sono un regista cinematografico e la video-arte è la mia passione. Ho girato un film con la mia socia, Giulia Brazzale, e con  Alejandro Jodorowsky. Ne sto realizzando un altro sulla psicomagia.  Ho esposto un’opera video all’evento Pulsart.”

Perché hai accettato di essere parte di Artimprendo?
“Sono stato coinvolto in questo progetto da Anna e dall’interesse per il tema. Tra i sensi il sesto è quello che mi affascina di più. Ecco che nasce l’intuizione, un tema che sto affondando con i ragazzi e un esperimento che ci sta regalando grandi soddisfazioni. In questo periodo della mia vita l’intuizione ispira le mie giornate, il mio lavoro e il mio fare arte.”

Cosa ti darà Artimprendo?
“Grazie a uno scambio continuo di stimoli tra le persone che partecipano al progetto, Artimprendo mi sta arricchendo di esperienze nuove. Qui dai e ricevi informazioni ogni attimo. È un’avventura stimolante, un’occasione per testare emozioni, modi di pensare, menti differenti, fantasie.”

Un aggettivo per definire Esperimentocinema.
Innovativo.”

luca-immesi-esperimentocinema

Pulsart Restart. La rivoluzione dell’arte.

Pulsart Restart / art design music festival sta tornando!

pulsart

“PULSART è un festival dedicato alle arti contemporanee ideato, creato e organizzato nel 2010 da TYPE CREATIVE PEOPLE,Daamstudio e Anna Zerbaro Pezzin e ospitato nella città di Schio.
Il crescente interesse dimostrato dal pubblico e dagli addetti ai lavori ha permesso a PULSART di crescere ed evolversi: da sezione dedicata all’arte contemporanea all’interno delle manifestazioni krap Invaders 2010 e Pulsart Edizioni 2011 e 2012 a vero e proprio appuntamento dedicato alla cultura dell’arte e ai vari linguaggi che ne caratterizzano l’espressività. Dal 2013 si è unito all’organizzazione lo staff di HOODOOH e l’evento viene rinominato PULSART RESTART, nome che viene dato anche all’Associazione creata per gestire l’evento che diventa di carattere europeo ed internazionale ospitando molti artisti stranieri ed ottenendo così il Patrocinio dell’Unione Europea e della Regione Veneto. Pulsart raggiunge così la quinta edizione nel 2014.”

L’arte, le ambizioni e le idee di Artimprendo parteciperanno a questo festival, dove le arti contemporanee rivoluzionano i pensieri, l’immaginazione e tutti i mondi possibili.

STAY TUNED!

@PulsartSchio

Artimprendo: il lavoro è iniziato.

Lanificio Conte a Schio. 14 Febbraio 2014. Ore 15.30.

È San Valentino, ma il team di Artimprendo mette da parte l’amore romantico e parla di passione. Una passione per l’arte e la creatività, ma anche per il fare impresa, per gli ideali, la libertà di pensiero e iniziativa.

Fabrizio, Anna, Maurizio e Federica sono professionisti che arrivano da ambiti diversi, ma sono una squadra, che ha lavorato per realizzare un progetto “anormale”, nuovo, ricco di potenzialità e ambizione.

È Artimprendo.

Per scoprire l’iniziativa, conoscere organizzatori e partecipanti, avventurarti con noi tra arte e impresa, seguici sul nostro blog e sui social network.

Le idee si possono costruire. Lo vedrai!

artimprendo artimprendo

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