Consigli in poche parole. Monica Calcagno.

In poche parole la nostra professoressa di economia e gestione delle imprese Monica Calcagno ci offre qualche consiglio sull’innovazione, il design e la gestione della creatività.

  • “Go for quantity”
  • Abbraccia il fallimento (e trai esperienza)
  • Non fermarti alla prima soluzione (ce ne sono sempre altre e per affrontare qualsiasi ostacolo servono alternative)
  • Discuti tramite artefatti
  • Coinvolgi il cliente (è a lui che ti rivolgi)
  • La creatività è di tutti, non ci sono specialisti (chiunque può avere idee brillanti, apri la tua mente e ascolta chiunque incontri lungo il tuo percorso, oppure continua a cercare)

La piramide di Maslow analizza le caratteristiche del target.

  • Cosa chiedono i nostri clienti/consumatori?
  • Quali sono le caratteristiche del nostro target?
  • Quali bisogni dobbiamo soddisfare?

Per rispondere a queste e altre domande, Abraham Maslow ha realizzato uno schema, la piramide di Maslow, dove alla base troviamo la fisiologia, i bisogni fisici come la fame e la sete.
Saliamo di un gradino e ci sono i bisogni di sicurezza, di protezione non solo fisica, ma che riguarda anche la sfera morale come avere un’occupazione lavorativa, una famiglia, una buona condizione di salute, una casa, ecc.
Al terzo step troviamo il senso di appartenenza e quindi i bisogni sociali come l’amicizia, l’affetto familiare, l’intimità.
Al quarto livello la popolazione necessita della stima, del riconoscimento sociale dato dall’autostima, dall’autocontrollo, dal rispetto verso sé stessi e verso gli altri.
Ad attenderci all’apice ci sono i bisogni di autorealizzazione, che comprendono la moralità, la creatività, la spontaneità, le capacità di problem solving, l’assenza di pregiudizi.

“Tra il 1943 e il 1954 lo psicologo statunitense Abraham Maslow concepì il concetto di “Hierarchy of Needs” (gerarchia dei bisogni o necessità) e la divulgò nel libro Motivation and Personality del 1954.
Questa scala di bisogni è suddivisa in cinque differenti livelli, dai più elementari (necessari alla sopravvivenza dell’individuo) ai più complessi (di carattere sociale). L’individuo si realizza passando per i vari stadi, i quali devono essere soddisfatti in modo progressivo. Questa scala è internazionalmente conosciuta come “La piramide di Maslow”.” da Wikipedia.

 

 

Statistiche: diamo i numeri?

In Italia*:

gli utenti di internet sono

  • il 63,5% della popolazione
  • il 90,4% dei giovani
  • l’84,3% delle persone diplomate o laureate
  • l’83,5% nelle grandi città

degli utenti

  • il 43,2% ricerca informazioni su aziende, prodotti e servizi
  • il 34,5% cerca musica on line
  • il 30,8% utilizza home banking
  • il 24,4% fa acquisti
  • il 69,8% utilizza Facebook (44,3% della popolazione, 75,6% dei giovani)
  • il 38,7% utilizza YouTube (68,2% dei giovani)
  • il 15,2% utilizza Twitter

Solo il 34% ha un sito internet.

 

* dati CENSIS 2013

grazie a Miriam Bertoli.

Fondamenta 3.0: Venezia, arte, innovazione.

Sapete tutti quanto l’arte e la creatività valgano per Venezia, la sua società e la sua economia.

Lo sapete, giusto?

Se volete approfondire l’argomento, rispolverare la conoscenza di questa attualità o volete partecipare a un evento che vuole superare il successo del 2013, non mancate a FONDAMENTA 3.0, il 31 maggio, dalle 17 alle 24Fondamenta degli Ormesini e della Misericordia.

Di seguito potete leggere il comunicato stampa e il programma, trovare i contatti per richiedere maggiori informazioni e un invito.

COMUNICATO STAMPA

Fondamenta 3.0 – La Sensa

31 maggio 2014, ore 17-24, Fondamenta degli Ormesini e della Misericordia

Dopo il successo del 2013, Fondamenta 3.0 si ripropone come evento pubblico di esplorazione degli impatti positivi che l’arte e la creatività possono avere sulla società e sull’economia di Venezia.

Nel processo rimesso in moto nel 2013 da un pool di giovani associazioni culturali veneziane nell’ambito delle politiche giovali del Comune di Venezia, si innesta quest’anno il lavoro di ricerca del m.a.c.lab – Laboratorio di Management dell’Arte e della Cultura dell’Università Ca’ Foscari. Grazie anche al contributo della Camera di Commercio, la produzione culturale ed artistica viene proposta anche come risorsa per lo sviluppo sociale ed economico della città. A ribadirequindi che “con la cultura si mangia”, l’iniziativa partirà con un workshop dedicato alle industrie creative veneziane ed al loro radicamento nella città storica.

Parallelamente le Fondamenta saranno popolate da una quindicina di interventi artistici, selezionati a partire da circa 80 proposte e curati dal team degli assegnisti di ricerca del m.a.c.lab (Viviana Carlet, Gianluca D’Incà Levis, Anna Zerbaro, Marco Baravalle) con il supporto grafico ed organizzativo di Studio Fludd.

Per una sera arti visive, videoarte, design, musica, design dell’interazione, trasformeranno la Fondamenta in uno spazio all’interno del quale i negozi, i bar, le case, le calli, i muri saranno soggetto e oggetto dell’intervento artistico.Non un museo o unfestival, bensì un pezzo di città rivitalizzato, dinamico e allegro, pensato prima di tutti per chi la città la abita. I laboratori artistici per bambini che saranno organizzati in Corte Zappa saranno un altro modo per segnalare l’attenzione che Fondamenta 3.0 dedica al coinvolgimento dei residenti.

Fondamenta 3.0 porta l’arte contemporanea nello spazio reale di vita, lavoro, tempo libero di chi abita o transita per Venezia. L’obiettivo è mostrare come l’arte a Venezia possa assumere anche forme diverse dall’esibizione élitaria, relazionandosi per un giorno con la geografia fisica ed umana della città reale.

A confermare il radicamento di Fondamenta 3.0 con la vita reale di Venezia contribuisce anche la concomitanza con la festa della Sensa, momento tradizionale in cui la città celebra il suo rapporto con il mare. In quest’ottica, anche Vela SpA, la società pubblica che tra le molteplici attività gestite, promuove l’immagine di Venezia e coordina i principali eventi cittadini, diventa partner del progetto e contribuisce a valorizzare le millenarie tradizioni culturali delle città e le più vivaci manifestazioni dell’arte contemporanea.

Per info ulteriori: Prof. Fabrizio Panozzo, Coordinatore m.a.c.lab, bauhaus@unive.it

 

PROGRAMMA FONDAMENTA 3.0 – LA SENSA

31 Maggio 2014, dalle 17 alle 00.00, Fondamenta della Misericordia

17.00 – Workshop introduttivo

La città (davvero) creativa: Industrie creative e imprenditorialità culturale in presa diretta

Introducono:Fabrizio Panozzo, m.a.c.lab e Alberto Capuzzo, Came di Commercio di Venezia

 

Testimonianze di aziende creative veneziane

Coordina: Manuel Bordignon

Commentano: Marco Baravalle e Erika Cavriani, m.a.c.lab

 

17.00 – 20.00, Laboratori creativi

In Corte Zappa, l’associazione Pan di Zenzero propone attività mirate ad avvicinare i più piccoli, attraverso il gioco e la sperimentazione diretta, all’arte, alla creatività, al riciclo, al rispetto dell’ambiente e alla conoscenza della Festa della Sensa.

 

17 – 23, Progetti Artistici site specific.

Giuseppe Abate, vive tra Venezia e Milano

La domesticazione della textures / Un lavoro grafico-performativo, che l’artista decide di realizzare in presa diretta, sui muri interni di una casa abitata su Fondamenta della Misericordia, che il 31 maggio sarà aperta al pubblico.

 

How we dwell (Marco Gobbi, Andrea Grotto, Cristiano Menchini, Adriano Valeri) e Gli Impresari (Edoardo Aruta, Marco Di Giuseppe, Rosaria Sorbello).

La macchina del tuono / I due gruppi di artisti, entrambi attivi in Bevilacqua La Masa, si uniscono qui per creare una grande macchina ad impatto scenografico, un’installazione performativa che coinvolgerà il pubblico visivamente e acusticamente.

 

Elena Mazzi, Vive e lavora a Venezia, www.elenamazzi.com

Detour / Una mappa che attraverso cui l’artista guida alla scoperta delle case occupate in Fondamenta (alle 18.30 e alle 19.30). Le case sono segnate da zerbini stampati per l’occasione con frasi che alludono allo spazio pubblico, alla sua ambivalenza di scena del conflitto tra privatizzazione e valore d’uso.

 

Davide Salmaso, (aka Davide Kaya) abita in Fondamenta

http://www.reachthegoaltobold.com/?attachment_id=645

Pignatte / Alcune pignatte a forma di Grande Nave da crociera costruite dall’artista, saranno spaccate assieme ai visitatori durante la giornata. Nel giorno della Sensa si ripropone un rituale popolare legandolo ad un tema di attualità.

 

Enrico Coniglio e Nicola di Croce, sono interessati al rapporto tra suono e territorio e all’estetica del paesaggio contemporaneo. www.enricoconiglio.comhttp://nicoladicroce.tumblr.com

Tavoloparlante / Il progetto vuole lavorare con gli oggetti della quotidianità portati dagli abitanti delle Fondamenta: utensili, giocattoli… qualsiasi cosa utile a produrre i suoni che “suoneranno” grazie alla manipolazione prodotta live dai due artisti.

 

Cécile Barraud de Lagerie, grafica e designer del tessuto francese, di base a Bruxelles http://www.delagerie.com

Close-line / Installazione labirintica sulla relazione e contrasto tra spazio pubblico e privato a Venezia attraverso il tessuto, generata da un momento laboratoriale collettivo.

 

Daniele Catalli, Illustratore, scenografo, designer, Vive a Torino. http://www.printaboutme.it/daniele-catalli

Dream Circus / Tappa acquatica di un progetto itinerante che innesca attraverso il disegno una circolazione planetaria di sogni e incubi. 

 

Riccardo Giacomini e Giulia Belli, Artisti e inventori, specializzati in tecniche di stampa e pittura all’Accademia di Venezia.

Battleship / installazione ludica che attraverso il meccanismo della battaglia navale coinvolge il pubblico nella progressiva creazione di una rete di tracce e disegni, frutto di imprevedibili reazioni a catena.

 

Laura Bianco, Documentarista milanese, interessata all’interazione tra documentario, fiction e fotografia.

Venezia-Shanghai/ Un viaggio psico-geografico in due realtà lontane, un impulso all’osservazione, basato su una visione della città come brulichio di singoli punti di vista e di singoli viaggi quotidiani.

 

Julia Fuentesal Rosa y Pablo Muñoz de Arenillas, Laureati all’Accademia di Belle Arti di Siviglia, nel 2010 iniziano a collaborare per creare progetti d’arte contemporanea legati allo spazio pubblico.

Wait / L’oggetto non sarebbe un oggetto se non si trovasse in un luogo…L’incertezza è la reazione dello spettatore curioso di scoprire ciò che è nascosto. L’installazione domanda la partecipazione dello spettatore come parte integrante dell’opera.

 

Dapes, Incentra la sua ricerca nell’arte partecipativa, partendo da processi quotidiani e comuni, ricreando situazioni fruibili dallo spettatore attraverso il gioco

Polpetta / Giocheremo insieme in una sfida tra polpette preparate in casa, nelle osterie, cucinate dai cuochi di Dapes. Condivideremo momenti conviviali e competitivi, in cui tutti potranno partecipare. Il pubblico, coinvolto in giurie serissime, eleggerà la migliore polpetta della città.

 

Lisa Castellani, s’interessa di public art e community-based art in una ricerca che si coniuga in progetti site specific http://www.lisacastellani.it

A penny for your thoughts / La festa della Sensa è storicamente legata alla cerimonia in cui il Doge butta un anello nell’acqua ed in quell’attimo si compie una promessa: la città sarà la sposa e dominatrice del mare. L’artista inviterà i passanti a salire in una barca e a scrivere una promessa in un foglio che verrà depositato in un recipiente di vetro in cambio di un centesimo.

 

Cristina Gori lavora attorno al dualismo natura/artificio interessandosi a problematiche contemporanee quali le modificazioni genetiche. http://www.cristinagori.com.

Falling / L’installazione sul Ponte Fondamenta Ormesini rappresenta una vegetazione artificiale che con il buio rilascerà, attraverso la fluorescenza di pigmenti presenti nella vernice, una luce verde attuando una sorta di fotosintesi notturna.

 

Rosengarten Residency, durante la prima settimana di maggio il quartiere creativo di Bolzano – Rosengarten – si è popolato di nuovi “abitanti” creando un “collettivo temporaneo” formato da artisti e creativi pronti ad ideare insieme un progetto per la Rosengarten Residency.

Greetings from Rosengarten / Gli artisti ospiti alla residenza Rosengarten durante il loro “soggiorno” hanno inviato delle cartoline a Fondamenta 3.0, dove raccontano il processo creativo e le metodologie di lavoro collettivo scaturite dall’esperienza di residenza artistica. Chiederanno a Fondamenta 3.0 di fare altrettanto. http://www.franzmagazine.com.

Fondamenta 3.0 è un evento importante non solo per la città di Venezia e i suoi abitanti,

ma per tutti gli amanti dell’arte,

per coloro che credono nell’innovazione e nel progresso,

per chi guarda al futuro e non sacrifica gli ideali, non smette di sognare e di creare.

FONDAMENTA 3.0

Convincere il cliente in 7 trucchi.

Angelo Deiana e Roberto Barbato nel loro libro Come fare soldi nei periodi di crisi ci svelano anche 7 trucchi per convincere un cliente e ottenere successo al lavoro. Leggiamoli.

  1. Suggestiona: utilizza la potenza delle parole in tuo favore. Un esempio: secondo te suona meglio “contributo per i servizi delle Stato” o “tassa”?
  2. Imita: obiettivo dell’effetto camaleonte è imitare movimenti e linguaggio dell’interlocutore, creando così il livello di empatia necessario per mettersi nei panni dell’altro, comprenderne bisogni e punti deboli, pensieri e tendenze. Fai attenzione soprattutto a mani e testa.
  3. Limita: proponi al tuo cliente un’offerta limitata. Lui tenderà ad accettare, per il desiderio di avere quel raro prodotto.
  4. Offri: un regalo, un gadget, un caffè. Il cliente sentirà il bisogno di ricambiare il gesto. Una curiosità: secondo alcune ricerche bere una bevanda calda aumenta la percentuale di accettare una proposta.
  5. Segnala: stringi la mano alla persona con cui devi concludere un affare. Il gesto rappresenta la conclusione positiva di un accordo, lancia un segnale e convince il destinatario.
  6. Convinci: proponi al tuo cliente un prodotto che è il più acquistato dal pubblico. Il bisogno inconscio di appartenere a un gruppo lo spingerà ad accettare.
  7. Appari: anche i dettagli sono importanti nel colloquio con una persona. Convincerai con maggior difficoltà il tuo cliente ad acquistare una cravatta se ti presenti in t-shirt.

convincere

 

Lavorare meglio? In 5 mosse!

Angelo Deiana e Roberto Barbato su Come fare soldi nei periodi di crisi (Gruppo 24 ore) suggeriscono come comportarsi per lavorare meglio: prendere l’iniziativa, ad esempio, risolvere i problemi e avere spirito di squadra (collaborare). Ecco 5 consigli.

  • Fai in modo di combinare la tua capacità di visione /progettazione coinvolgendo i colleghi, che collaboreranno al tuo successo. Il che significa essere prime discover, come Bill Gates e Steve Jobs.
  • Continua ad aggiornarti con corsi di formazione, convegni e seminari. Già che ci sei raccogli i biglietti da visita delle persone che incontri: potrai sempre usufruire della loro conoscenza in futuro.
  • Prendi le decisioni e assumiti la responsabilità. Soprattutto nel lavoro a tempo determinato, le capacità di autorganizzazione e autonomia decisionale sono molto richieste. Secondo Jeff Haden, esperto del mondo del lavoro, la regola vincente è “non fare arrivare i problemi operativi sulla scrivania del capo”.
  • Dimostra la tua buona volontà, anche di imparare. All’affermazione “non sono capace” preferisci “ho qualche difficoltà, mi fai vedere come funziona?”.
  • Strategie di marketing, comunicazione e vendita: imparale! Essere convincente e mettersi nei panni degli altri è utile in qualsiasi occasione nel mondo del lavoro.

Nel post di domani troverai 7 trucchi per convincere un cliente e avere successo nel lavoro.

 

Bisogni e desideri.

Ai nostri ragazzi è stato chiesto di definire bisogni e desideri. Volete conoscere le loro risposte? Continuate a leggere!

BISOGNI:

  • un obbligo
  • una meta raggiungibile
  • è irrazionale
  • è fisico

DESIDERI:

  • una speranza
  • un obiettivo nel futuro
  • è razionale
  • è spirituale

Li condividete? Volete aggiungerne altri? Scriveteci!

Storytelling tra arte, storia e cinema.

 

The Cluetrain Manifesto.

Se quest’anno avete tempo anche per una sola idea, questa è la sola da non perdere
Non siamo spettatori, né occhi, né utenti finali, né consumatori
Siamo esseri umani e la nostra influenza va al di là della vostra capacità di presa
Cercate di capirlo

mercati online…

I mercati online cominciano a organizzarsi da soli molto più rapidamente delle aziende che tradizionalmente li rifornivano.
Grazie alla rete, i mercati diventano più informati, più intelligenti e più esigenti rispetto alle qualità che invece mancano nella maggior parte delle aziende.

… gente della Terra
Il cielo è aperto verso le stelle. Le nuvole ci passano sopra notte e giorno. Gli oceani si alzano e ricadono. Qualsiasi cosa possiate aver sentito, questo è il nostro mondo, il posto in cui dobbiamo stare. Qualsiasi cosa vi abbiano detto, le nostre bandiere sventolano libere. Il nostro cuore va avanti per sempre. Gente della Terra, ricordate.

  1. I mercati sono conversazioni.
  2. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici.
  3. Le conversazioni tra esseri umani suonano umane. E si svolgono con voce umana.
  4. […]

Sito.

Traduzione .

Il Cluetrain Manifesto è un insieme di 95 tesi dedicate alle imprese che operano all’interno di un nuovo mercato, un mercato interconnesso, un mercato con le sue legge e i suoi attori, un mercato che chiede di essere ascoltato.

Video

C’era una volta lo storytelling.

Analisi SWOT.

Cosa si intende con “analisi SWOT“?

Prima di tutto è importante sottolineare che l’analisi SWOT è realizzata per creare e organizzare il piano di comunicazione.

Oltre a conoscere cosa vogliamo comunicare, definire quali sono origini e valori del prodotto o servizio che intendiamo promuovere e individuare gli stakeholder, è necessario approfondire 4 punti essenziali. L’analisi SWOT ci aiuta a identificarli:

–       strenghts -> punti di forza (plus)

–       weakness -> punti di debolezza (minus)

–       opportunities -> vantaggi

–       threats -> rischi

I primi due punti si riferiscono al nostro sistema interno (ad esempio il prodotto); il terzo e il quarto riguardano fattori esterni (oggi possiamo prendere come esempio la crisi economica e gli effetti, positivi o negativi, che può portare al nostro prodotto).

Matrice-SWOTswot

Concentrarsi su un obiettivo.

Concentrarsi? È possibile.

Anche in un giorno lavorativo affollato di impegni.

Anche per una mente confusa e confusionaria.

Guardate cosa abbiamo scovato nel mondo più affollato del mondo, il web.

concentrarsi

Motivazione.

Cos’è la motivazione? I ragazzi di Artimprendo hanno dato le loro risposte.

“È una spinta emotiva e razionale per raggiungere degli obiettivi.”

“È avere chiaro un obiettivo. La consapevolezza.”

“È ardore e passione.”

“È sapere dove si vuole andare per cogliere le opportunità.”

E secondo te, cos’è la motivazione?

Video

Se hai un sogno.

“Ehi non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa, neanche a me! Ok? Se hai un sogno tu lo devi proteggere! Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non lo sai fare. Se vuoi qualcosa vai e inseguila! Punto!”

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La differenza fra genio e follia è il successo

Hieronymus Bosch, Trittico del Giardino delle Delizie

Hieronymus Bosch, Trittico del Giardino delle Delizie

Arte e Management, artisti e imprenditori, hanno una radice comune: la creatività, nel senso di attività creativa. Entrambi si appassionano a un’idea, un’illuminazione, a cui dedicano tutte le loro energie col fine di realizzarla nella condivisione.

I verbi di un progetto. In ArtWorks con Angela Loveday.

Spiegare concatenazioni simboliche e semiotiche, partendo dall’idea iniziale fino alla realizzazione finale.
Descrivere le tecniche.
Rendere l’idea, illustrare il progetto.

“I creativi siete voi e avete un incarico: lavorare per realizzare un’opera.”
Angela Loveday

Attraverso i social, diffondere nel web ciò che si è realizzato, per condividerlo. Creare un’opera virale, per coinvolgere il pubblico.

 

7 modi per raccontare bene la propria azienda – CHE FUTURO.

da CHE FUTURO

Will it blend? Questo interrogativo ha decretato il successo della sconosciuta (un tempo) azienda americana di frullatori Blendtech, che su YouTube ha iniziato a raccontare i suoi prodotti con format ironici e coinvolgenti, brevi video durante i quali venivano frullati vari tipo di oggetti, dalle scarpe ai tablet fino agli iPhone (nel giorno dell’attesa uscita). Blendtech ha costruito una narrazione vincente intercettando una community appassionata, e ha moltiplicato anche le vendite online del +522%.

Raccontare storie d’azienda per vendere prodotti o servizi, un brand, una vision. La nuova tendenza della comunicazione digitale è sempre più connessa al racconto di storie incentrate sui dipendenti di un’azienda o sugli utenti consumatori finali.Corporate storytelling, lo definiscono gli addetti ai lavori. E più prosaicamente significa per un brand mettersi in gioco, raccontarsi ai propri pubblici (che vengono chiamati lettori), “mitizzare” il proprio posizionamento. «Lo storytelling aiuta a riprogettare il racconto di impresa, attiva relazioni profonde tra il brand e il pubblico. C’è di più: lo storytelling aiuta a definire i destini tra i pubblici ai quali si rivolge», mi ha raccontato qualche settimana fa Andrea Fontana, docente di storytelling e narrazione di impresa all’Università di Pavia, in un pezzo che uscirà a breve sull’app de La Vita Nova del Sole24Ore.

Invece in rete qualche giorno fa ho scovato un interessante post di Dave Kerpen, CEO di Likeable, esperto di tematiche digitali, columnist per il New York Times e autore di una serie di volumi sui social network e sul lavoro in rete. “I consumatori non si preoccupano di te, si preoccupano principalmente di loro stessi. E un brand è meglio spiegato se narrato grazie alle storie. Quando si racconta la storia dell’azienda, si diventa più facilmente riconoscibili, ci si distingue, si eccelle. E, in qualche modo si vende di più. I social media permettono oggi di raccontare le storie su scala globale e in modo esponenziale, e permettono di costruire relazioni forti con i clienti. Così oggi la narrazione è libera e molto più accessibile grazie ai nuovi media”. Così ha scritto Kerpen.

Ecco di seguito una personalissima traduzione dei sette modi semplici evidenziati da Kerpen su come si possa diventare un narratore più efficace sui social media. Sotto ogni consiglio, un mio personale caso di successo, un esempio sul racconto di storie in azienda tra quelli recentemente studiati. I casi raccontano multinazionali o PMI d’eccellenza, Pubbliche Amministrazioni illuminate o ancora ONG che raccontano storie grazie alle nuove tecnologie.

1. Raccontate la storia del vostro brand. Ogni impresa ha un inizio interessante, magari la storia del fondatore. Così l’organizzazione ha un enorme potenziale per entrare in relazione con i clienti. Quando un consumatore ascolta la storia di come è nata l’azienda, si crea un collegamento emozionale immediato.

Uno degli esempi di maggior successo è rappresentato dalla video-story di Lego, che ha festeggiato i suoi primi ottant’anni di vita con un film d’animazione bello, coinvolgente, semplice e al tempo stesso emozionante. “Probabilmente avrete visto un mattoncino Lego. Ma vi siete mai chiesti come tutto è iniziato e il perché si chiama Lego?”, così esordisce il film pensato da Lego e prodotto da Lani Pixels. Anche in questo modo le imprese d’eccellenza si raccontano, creando un’epica sulla loro origine. E il mito si rafforza grazie alla rete.

2. Fate raccontare le storie d’azienda ai collaboratori. Il marchio ha persone realialle spalle, e ognuno ha una storia da raccontare. Trovate le storie avvincenti e proponetele attraverso i social network.

Su questo punto vi segnalo il progetto di Alce Nero e realizzato con Giunti Editore “Cibo Vero”, un vero e proprio viaggio reale e digitale alla scoperta dei protagonisti del buon cibo, una fotografia dell’Italia agricola del biologico dalla Sicilia alle Dolomiti con gli agricoltori disposti a condividere racconti, idee, storie. Cibo Vero è diventato anche una pubblicazione, “Cibo Vero: storie di passione per la terra”, per Giunti Editore.

3. Ascoltate i clienti e consentite loro di narrare le storie sull’azienda. Sviluppare una storia che possa aiutare i consumatori a rispondere a ciò di cui hanno bisogno.Pensate a come i vostri clienti hanno ottenuto dei benefici dalla vostra azienda. Perché ogni azienda di successo ha molte storie di clienti ispirati alle spalle, storie da far emergere. Qualunque sia la vostra azienda, occorre solo capire come creare connessioni emozionali con i clienti. Il caso di successo che vi segnalo riguarda stavolta un ente pubblico: #Intimaumbria è un progetto della regione Umbria tra storytelling e gamification. L’obiettivo era la scoperta delle storie “intime” dell’Umbria. In gara nove squadre e ciascuna composta da un videomaker, un instagramer e un blogger. Tutte le storie sono state caricate su Umbria on the Blog, con il successivo voto della community

4. Sorprendete i vostri clienti nel raccontare storie. La cosa migliore da fare è raccontare storie sorprendenti ed emozionali sui social media, storie che partono dagli stessi clienti che diventano moderni testimonial del brand. Guardate ai vostri clienti più appassionati o quelli che hanno avuto le interazioni più significative con voi. Poi date loro gli strumenti per raccontare di voi, però partendo da loro stessi (e magari dalla loro personale esperienza d’acquisto). Con un po’ di incoraggiamento è possibile addirittura richiedere ai clienti di avviare un movimento di narrazione intorno al brand.

Su questo punto di Kerpen vi segnalo le narrazioni sottese al social commerce Blomming, una piattaforma con oltre ventiduemila “shop” attivati da artigiani. In questa community valgono le relazioni, non le metriche, ed ecco perché le attività di “narrazione” partecipata  sono protese all’ascolto e al divertimento. Per Blomming il riferimento è la definizione del 1998 di Jeff Bezos, fondatore di Amazon, che parlava di “Shoptainment”. Sia per i venditori sia per i compratori l’esperienza dev’essere quella ludica di interazione con i contenuti.

5. Inserite spesso le immagini nella narrazione. Una foto vale più di mille parole. La crescente popolarità dei social network fotografici come Pinterest e Instagram evidenzia proprio questo aspetto. Online le immagini possono potentemente mostrare il dietro le quinte della storia del vostro brand, il vostro ufficio e i vostri colleghi o collaboratori.

Fa scuola per questo punto la campagna “Salviamo le Alpi” promossa da Greenpeace. La community ha partecipato attivamente stampando il cartello “Qui Api al sicuro” e piantandolo nei propri orti, giardini o balconi, per poi procedere a diffondere le foto su Twitter con l’hashtag #SOSapi.

6. Inserite i video nella narrazione. Un video vale ancora più di mille parole. Da trenta secondi a pochi minuti, il video può catturare il pubblico in rete, rendono emotivamente accattivante e ancora più emozionale la storia. Così i brand si videoraccontano con successo in  modo originale, riuscendo a “mitizzare” la loro storia e appassionando l’utente consumatore finale.

Tutto questo si può cogliere nell’ultimo film di Enel. L’azienda ha raccontato i suoi cinquant’anni – ovvero 18.250 giorni – percorrendo 40 Paesi nel mondo e facendo firmare l’opera a 40 registi differenti scelti attraverso il crowdsourcing e poi allineati con conference call via Skype dal regista Kal Karman, a capo del progetto.

7. Siate empatici. Per raccontare storie occorre essere autentici, altrimenti non si riesce a costruire una relazione empatica con la propria community. Così le storie devono “umanizzare” l’azienda. Si può essere il migliore narratore del mondo, ma se non si utilizza la storia per convertire il pubblico in clienti, lo sforzo sarà privo di significato. Inoltre se si raccontano splendide storie a persone sbagliate anche la migliore storia non venderà.

Per questo punto di Kerpen vi segnalo la storia di una famiglia, di una latteria e di un sogno. Ovvero il video di “Sammontana”. Si tratta di un cortometraggio firmato dal filmaker fiorentino Virgilio Villoresi. Tutti gli effetti del video sono elaborati con la tecnica dello stop motion, muovendo gli oggetti dal vivo, per un totale di 3.550 scatti che in successione creano l’illusione del movimento. Il progetto nasce in collaborazione con Armando Testa.

Bologna, 7 agosto 2013
GIAMPAOLO COLLETTI

In ArtWorks si lavora per le idee.

Angela Loveday ci spiega come realizzare la presentazione di un concetto/progetto. Ecco qualche appunto.
Prima di tutto dobbiamo sapere che una presentazione è utile quando dobbiamo interagire con clienti, sponsor, fornitori, organizzatori, ecc. per far capire loro cosa proponiamo e qual è il nostro obiettivo. In breve, una presentazione serve per relazionarci con gli altri.
Si inizia da una fase concettuale

  • introduzione
  • presentazione della ricerca (come siamo arrivati allo sviluppo del concept)
  • spiegazione del concept (in questo caso, come vogliamo rendere in maniera artistica il concetto)
  • MOOD BOARD: pagina con formato preciso (ad esempio nome, sito, titolo progetto, ecc.)

All’interno del mood board inseriamo le immagini selezionate che identificheranno il nostro progetto.
Si prosegue con la fase operativa che racchiude

  • metodologie di realizzazione
  • timing/Gantt
  • sviluppo web (ad esempio sui social network)
  • interazioni
  • mock-up

 “Facciamo un’idea nuova!” 
cit. Damiano

Metodo 58: pratica o talento? da Nuovo e Utile

Talento e predisposizione servono e contano, però da soli non bastano: per raggiungere l’eccellenza possono essere necessarie anche meno di 10.000 ore di pratica deliberata, ma anche molte di più. E, comunque, si suda abbastanza, o tanto, o tantissimo.
È anche – aggiungo io – opportuno che ciascuno capisca qual è lo stile di lavoro che maggiormente si adatta al suo talento e che meglio sviluppa le sue capacità. Per capirci: vi sentite più dalla parte di Tesla o da quella di Edison? Stile di lavoro e tempo sono, ovviamente, correlati.

talento

Comunque, una cifra magica e costante del successo non esiste: 10000 ore stanno per “tanto ma tanto tempo”.
Se però volete fare in fretta per raggiungere l’eccellenza assoluta lasciate perdere gli scacchi o la chirurgia, e anche la composizione musicale e l’informatica. Scegliete il wrestling.”

via Metodo 58: pratica o talento? Quanto pesano e quanto valgono? – Nuovo e Utile | Teorie e pratiche della creatività.

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Digital Marketing.

Cos’è il digital marketing? A chi si rivolge? Come funziona?

Artimprendo ha scovato nel web un’infografica che ci mostra il mondo del digital marketing.

digital-marketing

Consigli di lettura: Il lavoro intellettuale va pagato – Internazionale.

Consigli di lettura: Il lavoro intellettuale va pagato.

Internazionale » Opinioni » Il lavoro intellettuale va pagato, di Annamaria Testa.

“Metà dei lavori di oggi spariranno nel giro di vent’anni“. A dirlo è una multinazionale dei mass media come Aol, e non è un’affermazione estemporanea: già nel 1999 il Department of labor statunitense sosteneva che il 65 per cento degli studenti delle scuole superiori si sarebbe ritrovato a fare lavori che ancora non c’erano. È la Mit Technology Review a spiegare come nei prossimi vent’anni verrà automatizzato il 45 per cento dei lavori oggi esistenti negli Stati Uniti, cominciando da trasporti, logistica e amministrazione.

I lavori nuovi saranno quelli che “richiedono empatia, creatività, capacità di negoziazione. Tutti campi che un’intelligenza artificiale, per quanto sofisticata, non riesce a padroneggiare”, scrive Massimo Gaggi su La Lettura del Corriere della Sera. E aggiunge che la transizione sarà lunga e dolorosa.

Gaggi segnala tre altre cose interessanti. La prima: i computer svolgono bene compiti anche complessi ma ripetitivi, e dunque si salveranno i lavori manuali, dall’infermiere all’idraulico, che prevedono alti livelli di imprevedibilità e di variabilità ambientale (invece, per esempio, le case potrebbero essere stampate in un giorno da una macchina invece che costruite mattone sopra mattone da esseri umani).

La seconda: dovrebbe riuscire a cavarsela mediamente meglio chi ha un titolo di studio superiore. Tuttavia, dei mestieri intellettuali, sono a rischio quelli di livello intermedio, basati su routine ricorrenti: è il tipo di attività che i computer possono replicare più facilmente.

La terza: il cambiamento è gigantesco, e avrà un grande impatto anche sulla classe media (sentite quel che dice l’economista Andrew McAfee). Per affrontarlo dovremo rivoluzionare molte cose, dal modo in cui misuriamo il benessere a quello in cui organizziamo l’educazione. […]

Stampa 3D: la rivoluzione è qui. Post Ninja Marketing

La rivoluzione della stampa 3-D.

Immaginate un mondo dove potrete fare a meno di negozi, spacci e rivendite.
E’ domenica, botteghe e ferramenta sono chiusi. Proprio oggi che pensavate di montare il nuovo scaffale! Aspetta ormai da troppe settimane di essere montato, intristito da strati dipolvere ed oblio. Sfortuna: vi rendete conto di non avere quella maledettissima chiave a brugola da 6, l’unica mancante dal vostro set del bravo fai da te. Sia maledetto quello stoltoinventore della chiave a brugola!

Che fare? Prendere la macchina e guidare un’ora per perderne un’altra in n affollato ipermercato? Escluso. Chiedere al vicino? Niente da fare. Aspettare un’altra settimana?Spreco.

La rivoluzione è qui

In quel mondo sopra descritto, a quel punto, aprirete il computer ed acquisterete unprogetto di stampa 3D da un portale specializzato, e lancerete una stampa 3D. Nel giro di un quarto d’ora, o poco più, avrete pronta per l’uso la stramaledettissima chiave a brugola di cui sopra. Senza spostamenti, senza perdere tempo.

Ad oggi siamo ancora molto lontani da questa prospettiva, sopratutto in termini di costidelle stampanti e delle “materie prime” (polveri e resine) necessarie per la stampa in se. Ma laprospettiva di cambiamento è epocale. Non si tratta solo di stamparsi a casa qualche oggettino. Si tratta di cambiare completamente il modo in cui si fanno le cose. Dal “Fatto in Italia” al “Disegnato in Italia”. Da vedo e compro in negozio a compro online e stampo a casa. C’è la prospettiva, drammatica se si vuole dal punto di vista del lavoro, di una graduale disintermediazione tra disegnatore e consumatore, con la graduale eliminazionedelle categorie “produttore” e “rivenditore”. Vi sembra poco?

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Come funzionano?

Ma cosa sono in realtà le stampanti 3D? Volendo semplificare, ne esistono due grandi famiglie.

Le stampanti stereolitografiche si basano su resine liquide che si solidificano quando colpite da raggi ottici, fino a dare forma in maniera additiva agli oggetti desiderati. Il secondo grande gruppo è costituito dalle vere e proprie stampanti 3D o FDM (fused depostion modeling), che funzionando (banalizzando un po’) in maniera similare alle stampanti tradizionali, con la differenza che aggiungono una terza dimensione di stampa “verticale”, lungo la quale tessono una sorta di filamento (plastico o di altri materiali) fino ad ottenere gli oggetti desiderati. Sono ancora piuttosto costose, ma non è lontano il giorno in cui i prezzi saranno tali da rendere economicamente sensata l’apertura di grandi “centri stampa 3D” in tutte le città, dove arrivare con il vostro progetto 3D e stampare quanto avete disegnato o acquistato su internet.

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Gli impatti ambientali

La stampa 3D avrà anche enormi impatti a livello ambientale. Gli scambi fisici a livello globale potranno subire una sensibile riduzione, per tutte quelle componenti che potranno essere stampate in 3D e che smetteranno di essere prodotte in fabbrica e trasportate al consumatore finale. E’ verosimile pertanto che vedremo meno camion, navi ed aerei trasportare pezzi e componenti a contenuto tecnologico medio-basso.

E’ inoltre prevedibile un impatto positivo sulla produzione di rifiuti: la stampa 3D in quanto additiva eliminerà i cosiddetti “sfridi” industriali, ovvero i pezzi di materie prime che vengono tagliati nelle produzione a “riduzione”, come i trucioli di legno che si ottengono ricavando un oggetto dal legno vero e proprio. Inoltre, la stampa 3D potrà mettere in modo meccanismi di economia circolare, portando alla standardizzazione di componenti e pezzi che potranno poi essere riusati per produrre nuovi oggetti, così come avevamo già prospettato qui su Ninja.

Aziende sull’attenti

Ci sono poi una serie di possibili implicazioni ed impatti per le aziende: lo sviluppo dei nuovi prodotti diventerà molto più veloce ed alla portata di tutti, grazie alla facilità di “stampare”, realizzare e modificare prototipi nel giro di poche ore, permettendo di tastare ilmercato ed i consumatori target in tempi e con modalità oggi utopistiche, dando un notevole vantaggio competitivo alle aziende che saranno più rapide ed agili.

Non tutti i prodotti e componenti diventeranno poi convenienti in ottica stampa 3D. Le aziende dovranno essere capaci di individuare con anticipo le condizioni che renderanno possibile ripensare e progettare i propri componenti produttivi in ottica 3D, come ad esempio l’elevato costo del lavoro/manualità, alta complessità con bassi volumi di produzione, rapidaobsolescenza.

La stampa additive potrebbe infine ridurre il vantaggio di produrre in paesi a basso costo del lavoro. Questo potrebbe forzare molte aziende che oggi si sono focalizzate sul “design”, a differenziare il prodotto con altre leve, ad esempio la personalizzazione estrema dei beni di consumo, oppure la facilità di riparare e modificare l’oggetto in corsa, dopo l’acquisto.

Infine, la competizione di nuovi players potrà farsi più serrata, sopratutto in segmenti di nicchia e con elevata creatività e personalizzazione.

A patto di non inventare 100 varianti della stramaledettissima chiave a brugola.

Post di Nicola Purrello, Ninja Marketing .Stampa 3D: la rivoluzione è qui.

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un’idea esiste con le sue mani

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Chi sono i maker?

Ce lo spiega Massimo Banzi in Wired.it.

“Lo scorso settembre si è svolta a New York una nuova edizione della Maker Faire, un evento che raccoglie quel mondo creativo, caotico e un po’ kitsch dei Maker, gli hobbisti tecnologici del 21esimo secolo. I Maker sono personaggi interessanti: non sono nerd, anzi sono dei tipi piuttosto fighi che si interessano di tecnologia, design, arte, sostenibilità, modelli di business alternativi. Vivono di comunità online, software e hardware open source ma anche del sogno di inventare qualcosa da produrre autonomamente, per vivere delle proprie invezioni. In un momento di crisi si inventano il loro lavoro invece che cercarne uno classico. “

Massimo Banzi: “Vi spiego chi sono i Maker” – Wired.it.

100 (e più) contatti indispensabili per chi vuole fare startup in Italia – CHE FUTURO

Gianluca Dettori – CHE FUTURO

Uno dei post più letti dello scorso anno è stato quello sulla mappa dellaRainforest Italiana, l’ecosistema dell’innovazione. Ho pensato che aggiornare quell’elenco fosse un buon modo per iniziare l’anno ad uso e consumo delle migliaia di startup che sono in giro oggi. Oggi c’è anche una legge che apre nuove prospettive. Buon 2013. 

Hangouts online ed eventi

– Italian Startup Scene. Quasi  10.000 membri su Facebook. Gruppo di ritrovo degli startupper italiani fondato da Stefano Bernardi. Imprenditori, investitori, bloggers, sviluppatori e chiunque abbia un interesse per startups e venture capital. Ricco di suggerimenti, discussioni, supporto anche tecnico.

– Codemotion. L’evento geek per definizione in Italia, sta cominciando ad avere risonanza attrattiva internazionale. Un progetto di successo nato all’ interno dell’Università di  Roma 3, probabilmente il miglior evento in Italia dedicato alla tecnologia software e web.

– Frontiers of Interaction. Evento cult per i temi di interaction design, robotica, UX e tante altre cose.

– Indigeni Digitali. Associazione fondata da Fabio Lalli. Con oltre 5.000 membri, molto attivi su Facebook, organizza anche un sacco di ‘cocktail’ ed eventi sul campo. È un gruppo di persone motivate a perseguire la diffusione della cultura digitale e la creazione di un network che supporti lo sviluppo di un’ economia e di una cultura dell’innovazione in Italia

– Startup Business, di Emil Abirascid. Il network di Startupbusiness è una piattaforma che ha l’obiettivo di mettere in rete startup e spin-off, investitori, imprese, istituzioni, centri di ricerca, università, acceleratori d’impresa, incubatori, parchi scientifici e tecnologici, ricercatori, inventori, innovatori.

 Startup Weekend, sono diversi gli eventi organizzati in modo più o meno regolare in Italia a Catania, Bari, Napoli, Milano, Torino, Brescia, Verona, Trento.

– Topix. Con il suo development program, diretto da Leonardo Camiciotti, si propone di supportare a livello infrastrutturale (banda, server, hosting, housing) la fase di avvio e di sperimentazione di tecnologie, servizi, modelli operativi e di business che usano Internet a banda larga come strumento principale.

– TedX (Lecce, Firenze, Como, Reggio Emilia, Venezia), in giro per l’Italia si sviluppano gli affiliati di Ted.com che tengono regolarmente degli eventi.

– HackItaly, hackatons organizzati da Max Ciociola.

<NEW>  European Maker Faire. Rome Edition. Evento di riferimento mondiale per i Makers, lanciato in Italia da Massimo Banzi e Riccardo Luna. Il più grande showcase ed evento dedicato al mondo di chi fa “things”. Supportato da Asset Camera e Camera di Commercio di Roma nell’ambito delle iniziative di World Wide Rome.

<NEW> Spaghetti Open Data. Una serie di eventi sul tema degli open data.

<NEW> StartuppaMI. Evento periodico milanese, rigorosamente riservato a startuppari per conoscersi, discutere, provare i propri pitch davanti a una platea selezionata e porre le basi per il proprio successo.

Co-working, Fablabs, Makerspace, social incubators

– The Hub (Milano, Bari,Siracusa e Roma),  luoghi di coworking e creatività. Bellissimi spazi fisici dove imprenditori, creativi e professionisti possono accedere a risorse, lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, avere idee innovative, sviluppare relazioni utili e individuare opportunità di mercato. Spazi, community, risorse, eventi.

<NEW> Officine Arduino (Fablab Torino). Fondate da Massimo Banzi, le Officine sono il Fablab che nasce intorno all’ufficio R&D di Arduino, a Torino. Nasce con lo scopo di portare la digital fabrication e la cultura open source in un luogo fisico. A disposizione strumenti, macchine, persone per chi vuole entrare nel mondo della personal fabrication.

<NEW>  Talent Garden (Bergamo, Brescia, Torino, Milano, Padova) è network di Campus locali aperti 24 ore al giorno che possono ospitare fino a 445 talenti in tutta Italia. Le sedi vogliono ricreare un giardino immaginario dove, tra mobili ecocompatibili e scrivanie in cartone si trovano chaise-longues, mega schermi con Xbox e anche il biliardino per una partita di calcio balilla.

<NEW>  Make a Cube, incubatore focalizzato sull’innovazione sociale ed ambientale situato  a Milano e  guidato da Matteo Bartolomeo.

Una lista molto ampia di spazi di coworking in Italia è disponibile sul sito di Cowo.

Community leaders

– FunkyProfessor. Aka Marco Zamperini. L’uomo più prestigioso dell’industry high-tech in Italia.

– Stefano Quintarelli, tessuto connettivo di chi vuole promuovere innovazione e tecnologia in Italia, con iniziative come Agenda Digitale ed Equiliber.

– Roberto Bonzio, fondatore di Italiani di Frontiera. Roberto ex-giornalista Reuters va in giro per il mondo a scovare e raccontare le eccellenze Italiane nel campo dell’innovazione ed è un grande ispiratore con i suoi talk espliciti e motivanti.

<NEW ENTRY!> Vito Lomele, fondatore di Jobrapido. Da non perdere i suoi talk sul tema delle startup.

Media

– Wired Italian Valley. La versione Italiana della mitica rivista Americana.

– CheFuturo! La pubblicazione di Riccardo Luna, su cui mi pregio tra gli altri di scrivere.

– Wikli. Startup, acquisizione e venture capital, via email le ultime news, da Marco Magnocavallo.

– Innov’azione. Rivista trimestrale edita da Emil Abirascid.

<NEW> StartupItalia, nasce sotto la direzione editoriale di Riccardo Luna e vuole diventare il network degli innovatori, delle startup e di tutti i protagonisti dell’ecosistema italiano (incubatori, coworking, VC, Angels). Attualmente è in Beta con accesso esclusivamente su invito.

Business Plan competition, startup events

– StartCup. Ce ne sono una ventina in diverse regioni Italiane ed alcune nazionali come quella organizzata dal CNR. Le StartCup sono focalizzate sugli spin-off accademici. Milano e LombardiaVenetoPiemonte e Valle d’AostaPugliaStartCup CNRCalabriaVeneto,  Spinner-Emilia RomagnaSardegnaCampania).   In genere le varie StartCup si tengono tra la primavera e l’autunno. Ogni StartCup è indipendente, si organizza e struttura autonomamente.

– Premio nazionale dell’Innovazione. Raccoglie il meglio delle StartCup in un premio nazionale. E’ un’associazione che si occupa di politiche di trasferimento tecnologico attraverso la creazione di imprese innovative dal mondo della ricerca accademica.

– Innovaction Lab. Fondata a Roma da Augusto Coppola, Paolo Merialdo e Alberto Pratesi. Oggi operativa in diverse regioni oltre al Lazio, in Puglia e Trentino. ambisce ad insegnare principalmente a chi è nel mondo universitario quali siano gli elementi che devono essere considerati per comprendere il potenziale di mercato di un progetto innovativo e come presentare tale progetto in modo efficace ad investitori e fondi di venture capital.

– Bollenti Spiriti, progetto della Regione Puglia sull’imprenditorialità giovanile. Guidato da Annibale D’Elia. Tra le varie iniziative, Principi Attivi finanzia anche progetti di startup. Principi Attivi infatti è volta a favorire la partecipazione dei giovani pugliesi alla vita attiva e allo sviluppo del territorio attraverso il finanziamento di progetti ideati e realizzati dai giovani stessi.

– Premio Gaetano Marzotto. Ben 450 mila euro di montepremi per gli imprenditori del futuro assegnati da una giuria internazionale. L’Associazione Progetto Marzotto cerca gli imprenditori di domani che siano in grado di far convivere impresa, società e cultura.

– IntesaSanpaolo Startup Initiative. Una business plan competition e iniziativa di mentorship gestita da Livio Scalvini e Roberta Profeta. Startup Initiative è un insieme di iniziative focalizzate sulle startup in cerca di concrete opportunità: attraverso un processo di selezione e formazione, le migliori startup vengono presentate in degli incontri chiamati Arena Meetings, presso i quali posso presentare ad investitori Italiani, internazionali ed aziendali.

– Il Talento delle Idee, organizzato da Unicredit, si pone l’obiettivo di individuare, premiare e sostenere i giovani imprenditori in grado di produrre idee innovative.

– Microsoft Bizpark. Programma di Microsoft che seleziona startup promettenti offrendo servizi ICT e di cloud computing gratuitamente. Gestito da Mario Fontana.

– Programma Ego di Ericsson Italia e Fondazione Lars Magnus Ericsson. Si tratta di un programma di incubazione (presso campus Ericsson a Roma) a cui si accede tramite business idea/plan competition.

– Wind Business Factor. Business plan competition e piattaforma online di formazione rivolta alle startup digitali, organizzata da Wind con Andrea Genovese. Dentro a WBF ci sono più di 200 video tutorial esclusivi e gratuiti.

<NEW> Vodafone Xone. Xone intende portare sul mercato idee e progetti provenienti da startup proposte dai propri partner, o da iniziative interne, con l’obiettivo di costruire e far provare nuovi servizi ai clienti Vodafone.

– Fulbright Best. Borse di studio e mentorship per i migliori talenti nell’Università e nella ricerca accademica. Nato per iniziativa dell’Ambasciata Americana in Italia, è un programma di sostegno a giovani imprenditori promettenti per imparare i principi dell’imprenditorialità, è inoltre un’opportunità per fare conoscere in Italia un modello efficace di collaborazione tra università, imprese e capitali di rischio.

– Mind The Bridge. Associazione no-profit tra Silicon Valley e Italia fondata da Marco Marinucci. Lo scopo dell’associazione è di supportare l’ecosistema dell’innovazione Italiana, creando un ponte e mettendo in contatto startup locali con la Silicon Valley.

– Techgarage. La missione di Associazione TechGarage è l’animazione dell’High-Tech Entrepreneurship in Italia, presieduta da Michele Costabile. Organizza in tutta Italia degli eventi ‘demo day’ (i Techgarage appunto) dedicati a nuove startup in cerca di finanziatori e le mette in contatto con il mondo Italiano del venture capital, le istituzioni locali, i media ed altri giovani interessati al mondo delle startup Italiane.

– ItaliaCamp. Associazione che promuove e sostiene l’innovazione sociale e lo sviluppo di nuove risposte a domande reali, lavorando per colmare la distanza tra la nascita di un’idea e la sua realizzazione.

<NEW> Prendi parte al Cambiamento. Una business plan competition con in palio 100.000 euro sponsorizzata da Ing Direct.

<NEW> TechPeaks: Organizzato da Trento Rise, Trentino Sviluppo e fondazione AHREF,  è un programma di accelerazione ispirato a Startup Chile.

 

Incubatori/accelerators

– I3P presso il Politecnico di Torino. Uno dei più grandi e meglio funzionanti incubatori accademici. Guidato dal Prof. Cantamessa, I3P è il principale incubatore universitario italiano e uno dei maggiori a livello europeo. Favorisce la nascita di nuove imprese science-based con validata potenzialità di crescita, fondate sia da ricercatori universitari sia da imprenditori esterni, fornendo loro spazi attrezzati, servizi di consulenza e professionali per avviare la propria attività imprenditoriale e una network di imprenditori, manager e investitori.

– Area Science Park. Il Consorzio per l’Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste, che gestisce e promuove il Parco, Ente Pubblico Nazionale di Ricerca, è un punto di riferimento in Italia per il trasferimento tecnologico. Parco industriale e incubatore sono all’interno dell’area scientifica e di ricerca nata intorno al sincrotrone. Presieduto da Adriano De Maio.

– TechNest, presso l’Università della Calabria ; è l’ottimo incubatore gestito dal Prof. Barberi. TechNest, con una superficie di 2.000 m2, 20 locali attrezzati, 6 uffici amministrativi e 1 sala multimediale, ospita fino a 20 imprese hi-tech in start-up alle quali mette a disposizione una serie di servizi per supportare e accompagnare le imprese durante i primi anni di attività

– Polo Tecnologico di Navacchio. Un’ottima struttura, che ha originato già alcuni casi di successo, fondata da Alessandro Giari. Il Polo Tecnologico ha lo scopo di creare i presupposti per la crescita di competitività sul mercato delle piccole e medie imprese attraverso l’integrazione tra le esigenze innovative delle stesse e l’offerta di conoscenze tecnologiche provenienti dai centri di eccellenza e dal sistema della ricerca.

– Consorzio Arca. Incubatore presso l’Università di Palermo. Il Consorzio si propone, attraverso l’integrazione delle competenze e delle professionalità dei propri soci, di promuovere la nascita e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali di spin-off accademico a partire dai risultati conseguiti dai centri di ricerca operanti in sicilia e di favorire l’innovazione ed il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo e la società siciliana.

– Acceleratore d’impresa del Politecnico di Milano. L’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano, è l’incubatore di startup tecnologiche dell’Ateneo che sostiene lo sviluppo dell’imprenditoria innovativa e offre alle startup le infrastrutture e i servizi necessari alla loro crescita.

– Toscana Life Science. La Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) è un ente no-profit che opera dal 2005 nel panorama regionale con l’obiettivo di supportare le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e, in particolare, per sostenere lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all’applicazione industriale.

– Technopolis. Incubatore che ha lo scopo di sostenere, rafforzare e promuovere il ruolo del Parco Scientifico e Tecnologico come polo attrattivo per le organizzazioni produttive e le iniziative imprenditoriali basate sui risultati della ricerca (spin off) generati nell’Università di Bari.

– M31. Incubatore tra Padova e la Silicon Valley, focalizzato sulla commercializzazione di innovazione e ricerca nato in ambito universitario, fondata da Ruggero Frezza e Aldo Cocchiglia.

– Tecnopolo, l’incubatore e parco tecnologico di Asset Camera (Camera di Commercio di Roma) con due sedi: Tiburtino e Castel Romano. Ha sviluppato ed ospita l’acceleratore Startup Roma.

–  Parco Tecnologico Padano, (Pavia) con il suo incubatore Alimenta, focalizzato in innovazione per l’agroalimentare e la salute.

<NEW> B!Cube. Incubatore per startup di Area e Basilicata Innovazione.

<NEW> iStarter, fondato a Torino da un gruppo di manager e imprenditori si propone di supportare 15 progetti di startup l’anno.

– Incubatore Napoli Est. Incubatore del Comune di Napoli, ha ideato, lanciato e sviluppato il programma di accelerazione e incubazione Vulcanicamente.

– NIDI Tecnofrontiere. Incubatore di Basilicata Innovazione e Camera di Commercio di Potenza.

– Working Capital, ideato e guidato da Salvo Mizzi. Working Capital di Telecom Italia è un acceleratore di impresa che investe nelle migliori startup italiane del settore digital, aiutandole a fare il grande passo dall’incubazione al mercato. Favorisce la creazione di partnership e network utili allo sviluppo e all’internazionalizzazione delle start up, in primo luogo attraverso la collaborazione con il Kauffman Fellow Program. Ha erogato finora 59 grant di ricerca, 36 progetti in preincubazione e 13 startup tra cui: MyoTV, Oilproject, Jooink, Smappo, Frinzer, C6.TV, Pazienti.org, Liber Liber, Cineama, Meetecho.

<NEW> Startup Roma, il programma di accelerazione organizzato dal Tecnopolo Tiburtino.

– <NEW> Barcamper è il programma di accelerazione di dpixel in collaborazione con l’Associazione Techgarage. Fa scouting sul territorio ed insieme ad istituzioni locali e nazionali organizza attività di mentorship per startup introducendo le migliori al panorama degli investitori Italiani.

<NEW> Biella Città Digitali. Programma di accelerazione e business plan competition organizzato da Banca Sella e Lanificio Successori Reda di Vallemosso.

Investitori di seed capital (<1m euro)

– The Net Value. Incubatore di startup Internet fondato a Cagliari da un veterano di Internet in Italia, Mario Mariani. The Net Value fornisce supporto strategico e gestionale ad aziende di ogni dimensione che vogliono sviluppare progetti nel digitale, con un focus specifico sulle startup.

Investimenti nel campo Internet e mobile: PaperlitOnegratis, aJobforYou, Appsbuilder, Ketogo, Plugg, Moneyfarm, Iulive.net, Sounday, DAO News, SitofonoWhat’s More Alive Than You.

– H-Farm. La fattoria delle startup fondata da Riccardo Donadon a Treviso. H-Farm è un venture incubator con la missione di accelerare lo sviluppo di startup Internet attraverso una combinazione di seed capital e servizi di incubazione.

Investimenti nel campo Internet e mobile: Uannabe, H-Humus, H-art, wifi.com, Wishpot, Bigrock, Domainsincome.com, H-Care, NEW, Thounds, Shado, Slicon, Zoopa, Logopro, Brand Potion, TakeacoderSplitgigs, Showme, 1ring, GetbazzaReeplay, Jobslot, Stylejam, Gowar, Tiltap, Corso12, Responsa, Grow Planet, Misiedo, Garage, Desall, Henable, Fungo Studios.

– dpixel, fondata da Franco Gonella, Antonio Concolino e me (Gianluca Dettori). Investiamo per far partire nuove startup nel settore Internet. Siamo focalizzati nel cercare, supportare e far crescere talenti imprenditoriali con la motivazione, le capacità e le idee per costruire aziende significative in mercati digitali ad alta crescita. Crediamo che le nostre expertise e le nostre reti aggiungano alle startup un valore anche superiore al capitale apportato.

Portfolio: CortiliaEco4CloudCiceroosMangatarSardexViamenteIubenda, Ibrii, Crowdengineering, SmartRM, Vivaticket, Seolab, Kiver, Sounday, Glomera.

– Italian Angels for Growth. L’angel network gestito Lorenzo Franchini, Marco Villa e Francesco Marini Chiarelli. IAG ha lo scopo di finanziare progetti industriali in fase early stage che presentino un alto contenuto di innovazione e potenziale di successo, tale da rendere ipotizzabile in circa 5 anni una exit redditizia per gli Angels. Il campo di investimento è abbastanza ampio, così come la rete di angel investor:

Internet/ICT: Stereomood, Nomesia, Spreaker, Trumedia, S5Tech, Senseor, Passpack.

Lifescience: MargheritaSedicidodiciWINMedQuotient Diagnostics, Biogenera

Cleantech: On-Sun SystemsOhikia,

Altro: AgroilsEugea, Nomesia,

– Annapurna Ventures, fondata da Massimiliano Magrini. La missione di Annapurna Ventures è di identificare e supportare innovazione disruptive nell’industria dei media.

Investe in campo Internet e mobile: ecco il portfolio: PharmaWizard, Paperlit, Money360AppsbuilderMoneyfarm, Plugg.

– Enlabs, un è un incubatore e acceleratore di impresa che offre anche spazi di coworking, basato a Roma, fondato da Luigi Capello. Investimenti: CanvaceCoContest, GeomFree, Mindigno, Interactive project, NextylerUrlistSoundreef, Risparmio Super, S5Tech, Trumedia, Ohikia, Qurami.

– Digital Magics, incubatore e investitore early stage basato a Milano e Salerno,  fondato da Enrico Gasperini.

Portfolio: Plannify, Young, Skillme, 56cube, Growish, Telecom Design, SinapsiEasy Baby, Jumpin, Wazzap, LX, Adpersonam, 4W, Singring, Bibop, Good Games, Realize, Parole di Cotone, Mobnotes, Digital Bees, Sportextension, TheBlogTV, Sodo, Brainspark, Il Cannocchiale.

– Boox, incubatore di Milano fondato da Andrea Di Camillo e Marco Magnocavallo. Portfolio nel campo Internet/ICT: Ofootball, Fubles, ViamenteCortilia, Trigger.io, Mumumio, IubendaPusher, StartupDigest.

– Club degli Investitori. Un Gruppo di Imprenditori Piemontesi ha deciso di investire in società anche di nuova o recente costituzione, aventi consistente contenuto innovativo ed elevato potenziale di crescita. Guidato da Giancarlo Rocchietti, investe anche in campo industriale ed in Piemonte. Investimenti: ArenaWays, Eatinerari, Authix, Caspertech, Lachesi, Microcinema, Microwine, Nicanti, Salus Futura, SkuolaNet, VASS Technologies,

– <NEW> Nana Bianca, incubatore fondato dal fondatore di Dada Paolo Barberis, con lo scopo di attrarre giovani società in cerca di un luogo in cui mettere alla prova i propri prodotti. Startup che gravitano intorno a Nana Bianca: Viralize (digital media), Buru-Buru (ecommerce), FreeApp (mobile), Chatme (mobile), Garage (mobile), JotURL (web), MusiXmatch (digital media), ofootball (games), Timbuktu (mobile), Wigstore (things)

–  Siamosoci, piattaforma di crowdfunding fondata da Dario Giudici. Ad oggi sulla piattaforma 910 startup, di cui 103 nell’area di funding.  

Early stage venture capital (1m+ euro)

– Principia. Principia SGR gestisce due fondi, Principia I e Principia II che investono prevalentemente in mobile, Internet, digital media, tecnologie digitali, social e per la mobilità.

Principia I: Banzai (digital media), EOS (biotech), GreenFluff (cleatech), Keesquare (ICT), Liquida (digital media), Pharmeste (biotech)

Principia II: CrowdengineeringCityNewsDocebo, Neodata, 6Sicuro, X2TV, Applix, Vivocha, 4W, Moneyfarm.

– Innogest. Fondo di 80 milioni di euro, gestito da Claudio Giuliano e Marco Pinciroli. Attualmente ha completato la fase di investimento (investment period). Gli investimenti sono: Internet/ICT: Cascaad, TheBlogTV, HT, Mobango, Intelligence Focus, Singular ID, Authix, Noodls, BeeTV, Stereomood. Lifescience: Silicon Biosystems, TwoF DNA Microarrays, AdriaCell, Igea, Erydel.

– 360 Capital Partners. Storica firm Franco-Italiana fondata da Fausto Boni, Diana Saraceni, Francois Tison ed Emanuele Levi. Oltre 100 milioni di euro, early stage, generalista.

Investimenti in Francia, Italia e altre nazioni, ICT, medicale e cleantech: Aramisbmeye, E-blink, Electro Power SystemsIminent, Invendo Medical, Jettable, Ieetchi, Mutuionline, Newlisi, NSE Industry, SoJeans, VideoforeverYellowcorner.
– Aladin Venture/Friulia. Fondo di trasferimento tecnologico gestito da Roberto Della Marina. Lifescience e biotech. Investimenti: Sprin Technologies, Surgica Robotica, Vivabiocell, AdriaCell, G&Life.

– Vertis. Basata a Napoli, 25 milioni di euro, guidata da Amedeo Giurazza.

Internet/ICT: Cogisen, AppsbuilderLinkPassKaralitVivocha+PluggBloomingPromoquiAutoXY, Money360, Mosaicoon, Personal Factory. Lifescience: Biouniversa, Glomeria Therapeutics.

– TT Venture. Fondo basato a Milano, 65 milioni di euro, guidato da Mauro Odorico e Nicola Redi, specializzati in ‘hard science spinoffs’

Lifescience: Bluegreen Biotech, Bionsil, Glomeria Therapeutics, Bionsil, Biouniversa.

Altri settori: Personal Factory, Direct Plus, D-Orbit, IPAD Lab, M31,

– Finlombarda – Fondo di venture (investimenti diretti) e fondo di fondi (vedi sotto) della Regione Lombardia.

Portfolio di investimenti diretti: BioXell, Dialectica, TOP. ICT,  HTMicrocinema. Altro: Nomos.

– Atlante Ventures. Il fondo di venture capital di Banca Intesa di 50 milioni di euro (25 al Nord e 25 al Sud Italia), gestito da Davide Turco e Aurelio Mezzotero.

Atlante Nord: YogiTech, Tethis, Silicon Biosystems, Igea.

Atlante Sud, gestita dall’ottimo Giovanni De Caro: Mosaicoon, Icoolhunt, Remocean, SpinVectorPantea, Samares, Admantix.

Atlante Seed: H-Farm

– iDooo. Holding di investimento fondata da Alessandro Vannucci. Investimenti: PixopeKiverModoModo, Innogest.

– Lifescience Capital, gestita da William Cavendish. Investimenti specializzati nel campo lifescience: AAAIm3DCermaLi-Tech, Abiel, Echolight.

– ZernikeMeta Ventures, gestita da Luigi Amati. Gestisce 4 fondi: Ingenium Emilia, Ingenium Sardegna, Ingenium Catania, Ingenium Slovenia

Investimenti: PharmesteRisparmioSuperBiogenera, Paperlit, S5Tech.

– Eporgen. Fondo di venture specializzato in biotech e seed capital nel campo delle scienze della vita. Investimenti: Apavadis, Bionucleon, Genovax, Glyconova, Rotalactis, Spider biotech, Target heart biotech, Biopaint, Narvalus, NoToFarm, Smile biotech.

– Connect Ventures, fondato da Pietro Bezza, basato a Londra investe in tutta Europa early stage Internet e mobile. Investimenti: UrlistCitymapperOndango, Secretsales, Teleportd, SpaceApe.

– Fondazione Filarete. Incubatore specializzato nelle scienze della vita e centro di eccellenza nel campo delle biotecnologie.

Startup e spinoff supportati: Vetogene, Neuro-Zone, Kos Genetic, Newlisi, Wise, Arisla, AISLA, Fondazione Serena Onlus, Famiglie SMA, ISC, Helab.

Venture capitalist esteri con un team operativo in Italia

– Doughty Hanson. Fondo tecnologico early stage basato a Londra, il partner Ivan Farneti, segue con attenzione le startup Italiane. Investimenti Italiani: Mobango.

– TLCom. Basato a Londra, gestito da Maurizio Caio e Mauro Pretolani. Investimenti Italiani: Media LarioNetscaliburTheblogTV ,

– Balderton Capital, guidato da Roberto Bonazinga. Da anni segue con attenzione il mercato Italiano.

– Earlybird. Fondo tecnologico Tedesco, ha un team dedicato sul mercato Italiano guidato da Michele Novelli e Barbara Poggiali.

– Sofimac. Fondo Francese specializzato in scienze della vita. Il partner Mario Caria segue il mercato Italiano.

– Sofinnova. Storia firm Francese, Alessio Beverina è l’investment manager di riferimento nel campo del clean tech e segue l’Italia da Parigi.

– Banner Ventures. Fondo Americano che investe in Italia.

Fondi di later stage (10m+)

– Kreos Capital. Specializzato in venture debt, Luca Colciago segue l’Italia.

Fondi di fondi

– Fondamenta – M31, Vertis, Terra, Sofimac, Axxon Partners.

– Finlombarda – Next Fund – 360 Capital, Digital Investments, Innogest, Principia, TLCom II.

– Fondo Italiano di Investimento – fa investimenti sia diretti e fondo di fondi di private equity e venture capital.  Investimenti nel venture: 360 Capital, Sofinnova Capital.

– Fondo HT (Ministero Sviluppo Economico) – Principia, Vertis, Atlante.

Associazioni di settore

– AIFI. Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital. Presieduta dal Prof. Bracchi.

– APSTI. Associazione degli incubatori e parchi tecnologici

– BAIA. L’associazione degli Italiani in Silicon Valley.

– ItalianBusiness. Associazione fondata da Fernando Napolitano ha lo scopo di collegare il venture capital americano con l’ecosistema Italiano dell’innovazione.

– IBAN. Associazione degli angel investor, guidata da Tomaso Marzotto Caotorta.

– RomaStartup. Associazione di startup a Roma fondata da Gianmarco Carnovale.

– ItaliaStartup. Associazione nazionale di startup fondata da Riccardo Donadon.

Milano,  21 gennaio 2013

GIANLUCA DETTORI

Artimprendo consiglia di leggere Futuro Artigiano.

Futuro Artigiano, un libro che Artimprendo consiglia di leggere agli imprenditori di oggi e domani.

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L’autore è Stefano Micelli, Economia e Gestione delle Imprese all’Università Ca’ Foscari di Venezia.

“L’uovo di Colombo per la crescita italiana è l’artigianato. Oltre a rappresentare una grande risorsa, è anche una scelta di vita appagante e da valorizzare. Non a caso, nel paese innovatore per antonomasia, cioè gli Stati Uniti, la causa dei “makers”, di coloro che si fanno le cose da soli, sta guadagnando sempre più consensi. Lo spiega a Linkiesta Stefano Micelli, docente di Economia all’Università Ca’ Foscari, autore di un saggio dal titolo provocatorio: Futuro Artigiano. Micelli ricorda la frase del rettore di Harvard in un film: «Qui i laureati pensano che sia meglio inventarsi un lavoro che trovarne uno».”

Per scaricare il primo capitolo clicca qui.

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Storytelling: schema alternativo.

In Artimprendo si parla anche di storytelling. Che ne dite di approfondire con una tavola periodica?

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