Altro che inoccupabili – L’Huffington Post.

Da Altro che inoccupabili: i giovani italiani competenti ci sono! Li ho visti alla Maker Faire, di Alessandro Rimassa.

“Il punto, ora, è andare oltre ciò che si è visto alla fiera romana: se da una parte è necessario stabilire un dialogo tra questi moderni e perlopiù giovani maker e i tradizionali artigiani, come scrive oggi Stefano Micelli, autore di Futuro Artigiano su Chefuturo!, dall’altra è fondamentale creare una commistione tra maker e industria. Tra qualche settimana, davanti all’Economic and Social Committee della Comunità Europea, dovrò presentare la mia visione su giovani, lavoro e industria. Dovrò cioè suggerire meccanismi, modalità e metodi per costruire percorsi diretti tra formazione e lavoro.

E partirò proprio da qui, dalla Maker Faire: a Roma hanno esposto giovani, italiani e non solo, pieni di idee, entusiasmo, saper e saper fare. Quello che va sviluppato ora, e qui chiedo l’impegno diretto di Luna e Banzi, è connettere questo pezzo di futuro all’industria italiana di oggi: che si organizzi, con le associazioni degli imprenditori e degli industriali, un percorso di avvicinamento alla prossima Maker Faire e che poi si portino manager e soprattutto imprenditori a vedere le creazioni dei maker.

Che si crei una connessione diretta tra chi ha le idee per il futuro e chi quelle idee può renderle prodotti da portare sul mercato. Se facciamo questo corto circuito (mi metto a disposizione anche io, ovviamente), allora sì che il mondo dei maker, così come sta facendo quello delle start up, può passare dalla fase “curiosità” a quella della “produttività”.

Un anno e mezzo fa, chiacchierando con Simone Perotti, autore di Adesso Basta!, abbiamo convenuto che nel nostro Paese “il futuro è dell’artigiano che sa stare sul web“. Maker, artigianato, web, banda larga, digital: sono i tag di un futuro che è davanti a noi, a noi spetta quindi collegare i fili, perché l’Italia la facciamo ripartire così: creando relazioni, stimolando la condivisione, promuovendo il fare. In fondo, è #facilecambiare se ci si connette al nuovo.”

Continua su L’Huffington Post.

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